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Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
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Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
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NeroNotte, una storia sulle inquietudini dell'uomo di oggi PDF Stampa E-mail
Recensioni
Mercoledì 09 Aprile 2014 06:34

Un romanzo prezioso, di salutare introspezione sull’umanità di oggi, attraverso una storia minuta ed un personaggio comune. Questo in sintesi NeroNotte, di Paolo Vincenti. Una lettura piacevole, godibile, che in più (e questo è il pregio dell'opera) induce a meditare.

Nell'ultima di copertina è svelato il tema dell'opera letteraria: è la "storia di un'anima in pena", ovvero la storia dell'uomo di oggi, in crisi; dell’uomo precario in tutti i sensi, senza certezze, senza valori, e per di più privo di speranza.

E’ una storia di amore e morte (con un originale mix di prosa e versi); è anche, forse soprattutto, la storia della "ricerca" di una resurrezione; una ricerca quasi disperata, l'anelito di qualcosa sempre sfuggente, irrangiugibile, inafferrabile: è il paradigma della vita umana di sempre e, ancor più, di oggi.

Il protagonista Ermanno (un nome che è un evidente omaggio ad Hermann Hesse), come Siddharta (protagonista dell'omonimo romanzo di Hesse) è "uno che cerca" di essere protagonista della propria esistenza, scriverne la parte, perchè vede il presente scivolargli via, per le sue contraddizioni ed ambiguità, e tuttavia avverte che c'è qualcosa nel presente che deve accadere, che egli deve fare, se ne avrà il coraggio.

L’ambiente in cui si dipana la storia è uno spazio temporale, molto significativo e più importante dello spazio fisico (una città di mare, il porto): una notte speciale, "la notte delle notti", in cui Ermanno avverte che deve compiere delle scelte (se ne ha la forza!) o quella notte le avrebbe compiute per lui. Con questa tensione, Ermanno vaga nella notte, che gli appare un luogo fisico di passaggio/intermezzo tra il tempo che è stato ed il tempo che sarà, tra la fine e l'inizio.

Ermanno, un artista (pittore e scrittore) per passione, è un uomo rabberciato, come un vecchio giornale, stanco, insonne, che vive all'interno di una pensione, dopo essere stato cacciato di casa dalla moglie per le sue avventure amorose. Uno sconfitto, un perdente, annientato dalle sue debolezze irrisolte (alcol e donne). NeroNotte, dunque, racconta la storia di un uomo allo sbando e tormentato da sensi di colpa, instabile ed irregolare, la cui esistenza è segnata dalla perdita del lavoro, dalla fine della famiglia, dalla dipendenza dall'alcol, dalla depressione. Un tempo la sua vita era stata ordinaria, poi si era aggrovigliata. E' l'emblema di una generazione (quella dei quarantenni), che drammaticamente ed all'improvviso si scopre incapace di prendere in mano la propria vita, ed ancor più di immaginare e costruire l'immediato futuro.

Ermanno si imbatte, in quella notte, in un personaggio, al quale è accomunato da intima sofferenza, come il barbone Gerry: un vecchio e triste ex professore, incontrato al porto. Entrambi, con una vita incisa dalla fine degli affetti, in un caso, per la separazione dalla moglie (Ermanno), nell'altro per la perdita della moglie e dei figli in tragiche circostanze (Gerry); tali vicissitudini sono motivo per l'autore di rappresentare il dolore e lo sconvolgimento, che subisce la vita dell'uomo, in siffatte circostanze. La fine della famiglia, per qualsiasi motivo, è sempre esperienza traumatica e lacerante. Allora, il romanzo si legge anche come un inno all'amore, alla famiglia perduta, caposaldo/nucleo di una vita "regolare" dell’uomo.

C'è nel romanzo un personaggio positivo, è una donna (casualmente?), Elena, legata ad Ermanno da una storia lunga durata tre anni, ormai da tempo finita per la indecisione di lui. Elena è una donna piacente, con forte personalità, colta ed emancipata, ed Ermanno ama di lei l'essere libera e selvaggia.

Quella sera, anzi quella notte, Elena esce con alcuni amici e va a cena; ma senza capirne la ragione prova inquietudine e pensa proprio, per un istante, ad Ermanno; i due si incontrano casualmente ad un caffè; e sono entrambi presi da un sussulto irrefrenabile: Elena è la donna che Ermanno aveva amato di più e che continuava ad amare; vedeva in lei ciò che lui non riusciva ad essere; fanno l'amore, pensano forse senza vera convinzione di tornare assieme, di fare un altro tentativo.

Poi, per dare un senso a quella notte, nel momento del suo epilogo, e forse una svolta alla vita, Ermanno pensò di tornare a casa di mattino presto per vedere i ragazzi, ma lo attende una sorpresa, la più inaspettata ed impensabile. E' il crollo della speranza di un riscatto, la fine di una illusione.

Così, quella notte, che sembrava dover essere decisiva, era trascorsa invano, almeno rispetto ai propositi iniziali. Perchè, alla fine, divenne ugualmente definitiva...! E il destino di Ermanno si compie.


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