Programma maggio 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Maggio 2022 Mercoledì 4 maggio, ore 18:30, Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse: dott. Massimo Graziuso,... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea dei Soci 22 aprile 2022
Convocazione Assemblea dei Soci   L’Assemblea dei Soci è convocata nella Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse venerdì 22 aprile alle ore 16,00 in prima convocazione e 17,00 in... Leggi tutto...
Programma Aprile 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Aprile 2022 ●       Venerdì 1 aprile, ore 17:00, Officine di Placetelling - L’Università del Salento... Leggi tutto...
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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
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La lanterna di Diogene 1. Quale Salento vogliamo? PDF Stampa E-mail
Sallentina
Domenica 15 Giugno 2014 07:54

["Il Galatino" XLVII n. 11 del 13 giugno 2014]

 

Il Salento è oggi di moda. Anche la tv nazionale, quando può, sottolinea l’interesse per la nostra terra. Ma, al di là della comune origine culturale, cosa collega i novantasette Comuni della Provincia di Lecce? Non possiamo dire che sia il linguaggio vernacolare perché il dialetto di Trepuzzi e quello di Leuca, solo per fare un esempio, sono diversi per lessico e per sonorità. Le feste patronali sono limitate al bacino territoriale specifico. Non ci sono momenti istituzionali che possano essere considerati momenti di unificazione culturale. Sinora avevamo la Provincia che, in alcuni periodi storici, ha fatto da collante e volano per le politiche del territorio: pensiamo all’Università voluta alla fine degli anni Cinquanta dalla Provincia e da altri enti locali, anche di altri comuni e provincie. Per il resto c’è stata una estrema discontinuità. Alla fine degli anni Quaranta e per una parte degli anni Cinquanta ci fu il “Premio Salento” letterario che aveva un ampio respiro nazionale. Pochi anni dopo morì, nonostante un tentativo successivo di Lorenzo Ria di rianimazione. Ora abbiamo “L’olio della poesia” ideato da chi scrive e Peppino Conte che ne è il materiale programmatore e garante di continuità. Potrei fare esempi di altre iniziative lodevoli, ma che non vanno oltre i confini della provincia. Tra l’altro le Province, come istituzioni, stanno per essere eliminate. Pare che ci sarà un collegio di sindaci e speriamo che abbiano la cultura dell’aggregazione e del bene comune e non quella del campanile. Forse sarebbe opportuno che tutte le realtà culturali e sociali del territorio si interrogassero insieme anche pubblicamente sulla domanda: quale Salento vogliamo?


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