A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
Home Saggi e Prose Storia e Cultura Moderna Quando il computer è diventato per tutti
Quando il computer è diventato per tutti PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Sabato 05 Luglio 2014 16:27

[“Il Titano. Supplemento economico de “Il Galatino” n. 12 del 26 giugno 2014, p. 19].

 

Il computer è diventato per tutti da quando ha potuto soddisfare alcune richieste essenziali: (1) peso e dimensioni contenute, (2) basso costo, (3) semplicità d’uso, (4) adattabilità ad un utilizzo generale, ossia capacità di svolgere non un solo compito ma una molteplicità di applicazioni.

I primi computer avevano dimensioni ragguardevoli. Un computer come maniac, costruito nei laboratori di Los Alamos nel 1952, misurava più di 2,5 metri di larghezza, 2 metri di spessore, 6 metri in altezza e aveva un peso di circa 500 kilogrammi. La macchina era costituta da migliaia di elementi, quali valvole, transistor, cavi di collegamento, e aveva una struttura metallica che doveva ospitare tutti i costituenti e reggerne il peso. Il costo della macchina era elevato. In quel periodo il computer era appannaggio esclusivo dei militari o delle università.

L’utilizzo di simili macchine non era per nulla semplice. Erano prive di vere periferiche d’ingresso e di uscita come tastiera e monitor; l’ingresso dei dati avveniva tramite la modifica dello stato di alcuni interruttori on/off o tramite schede perforate e il risultato poteva essere interpretato attraverso una sequenza di luci accese/spente o un nastro perforato. Quelle macchine non erano poi adattate ad usi molteplici; spesso assolvevano solo a compiti ben precisi: inizialmente somme e sottrazioni poi calcoli sempre più complessi. In genere ogni macchina era destinata ad un certo tipo di calcolo.

Col tempo si cominciarono a intravedere potenzialità sempre più numerose nell’utilizzo dei computer e al loro sviluppo s’interessarono ricercatori, militari, tecnici, ingegneri, contribuendo a rendere il computer sempre più raffinato, veloce, di ridotte dimensioni e a prezzi sempre più bassi.

Fu agli inizi degli anni settanta del Novecento che accadde qualcosa d’inaspettato: le aziende di elementi elettronici immisero sul mercato microprocessori dalle caratteristiche innovative sia per costo che per capacità di calcolo in rapporto alle dimensioni, fino ad allora inimmaginabili, come il 6502, prodotto da MOS Tecnology.  Fu proprio questo piccolo microprocessore, appena apparso sul mercato, dal costo di appena venticinque dollari, che stimolò la fantasia di Stephen Jobs che, con Stephen Vozniak, riuscì a realizzare un computer completo di ram e di rom, predisposto per unità di ingresso e di uscita come tastiera e monitor grafico, inizialmente destinato ad un pubblico di appassionati di elettronica. Era il 1976 quando l’Apple I fu presentato all’Homebrew Computer Club di Palo Alto, un club di appassionati di elettronica e d’informatica che contava fra i suoi membri anche alcuni professionisti del settore che lavoravano nella Silicon Valley.

L’anno successivo Jobs presentò l’Apple II, una versione migliorata dell’Apple I, al prezzo di 666 dollari. Da quel momento molte aziende iniziarono a proporre le loro versioni di computer destinati al grande pubblico. Commodore produsse il PET, il VIC 20, il C64. Tandy Radio Shack produsse il TRS80, l’Atari propose l’Atari 400 e poi la versione 800, Sinclair lo ZX-spectrum e cosi via. Nel frattempo, in Italia, l’Olivetti, che fino agli inizi degli anni ottanta aveva prodotto macchine calcolatrici a vari livelli di complicazione, propose nel 1982 lo M20, una macchina completa di monitor e tastiera che era adattata al solo uso di due programmi, uno di contabilità e uno d’archiviazione dati. Due anni dopo propose lo M24, compatibile con i programmi della IBM. In quello stesso anno, il 1984, Apple presentò il primo computer con sistema operativo grafico e puntatore mouse. Il computer era diventato per tutti.

 

 

 

 


Torna su