A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
Home Universitaria Universitaria La lanterna di Diogene 9. Storture universitarie
La lanterna di Diogene 9. Storture universitarie PDF Stampa E-mail
Universitaria
Sabato 12 Luglio 2014 08:49

["Il Galatino" anno XLVII n. 13 dell'11 luglio 2014, p. 3].

 

Mi sono da poco arrivate, dalla Presidenza della mia Facoltà, le disposizioni per le lauree della sessione estiva. Niente di nuovo, purtroppo. Ma non dipende dall’Ateneo né dalle singole Facoltà. Si tratta di rispettare la riforma avviata dal ministro Mariastella Gelmini nel 2010. La Commissione di laurea, che dev’essere composta da “almeno” tre docenti, è decisa dal docente relatore della tesi, che è uno dei tre. Già in questa prospettiva si può paventare qualcosa di viziato, cioè che si formino delle terne di docenti ruotanti nelle tesi che riguardano allievi dei tre docenti: e, sia chiaro, non per condurre loschi affari, ma per lavorare in un clima di serena amicizia. La commissione, così formata, dovrà decidere anche data e luogo in cui si farà la valutazione delle tesi. Però il laureando, in relazione all’anno di iscrizione all’Università, non può essere presente alla discussione della propria tesi. Questo non è giusto perché, mentre avviene la discussione dei docenti che valutano il suo lavoro trovandone eventuali limiti, spropositi, carenze, il laureando, non ammesso alla discussione, non può giustificare e spiegare il proprio operato. Eppure nessun tribunale emette sentenze senza ascoltare l’interessato. Ma non c’è solo il pericolo che i tre o più docenti giudichino severamente l’elaborato dello studente, senza che il candidato possa giustificare il proprio prodotto, ma c’è anche l’ipotesi opposta: facciamo l’avvocato del diavolo e, visto il mercato dei cosiddetti centri culturali privati che “aiutano” (dietro consistente pagamento) il laureando nel lavoro di tesi, immaginiamo di trovarci davanti ad una tesi ottima, di altissimo livello. I docenti della commissione  vogliono verificare se  quel lavoro è farina “del sacco” dello studente. Ma costui, non essendo presente “per legge”, non può dimostrare di non essere stato sostituito, nella stesura del lavoro, da altri soggetti. Insomma, ci troviamo con una prassi che va al di là delle norme costituzionali che garantiscono al massimo i diritti del cittadino. Eppure queste storture nascono da una legge dello Stato italiano. Non è colpa né dello studente né delle Università, ma di governanti che si son sentiti chiamati, in maniera prioritaria, a far quadrare l’equilibrio tra partiti e correnti. E il paese, e i cittadini? Ognuno dia una risposta.


Torna su