A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
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Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
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Deflazione… finalmente! - (31 agosto 2014) PDF Stampa E-mail
Economia
Lunedì 01 Settembre 2014 07:41

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di domenica 31 agosto 2014]

 

L’inflazione si verifica quando aumentano i prezzi. Non è bene, ci dicono. Però se i prezzi diminuiscono c’è la deflazione. Non è bene, ci dicono. Se i prezzi restano stabili forse c’è la stagnazione? Non è bene, ci dicono. 
Quando siamo entrati nell’Euro il cambio è stato fissato a 1.900 (e qualcosa) lire per un euro. E questo cambio è stato applicato, pari pari, al calcolo degli stipendi dei lavoratori dipendenti. Però tutto il resto del sistema produttivo ha applicato un cambio diverso: un euro equivale a mille lire. All’improvviso tutti i guadagni di chi vende sono raddoppiati, mentre gli introiti di chi lavora sono rimasti fermi, con il risultato di esser stati dimezzati (visto il raddoppio dei prezzi). Per un po’ non ci abbiamo fatto caso e abbiamo continuato a spendere come se niente fosse. Poi ci siamo accorti che non ce la facevamo più. Intanto, chi produce ha capito che se si sposta la produzione in Cina (e in molti altri paesi) non ci sono sindacati, leggi previdenziali, leggi che tutelano l’ambiente. Una pacchia. Chiudiamo in Italia, apriamo in Cina. Ma poi a chi la vendiamo la merce? I cinesi imparano presto, producono copie ancora più scadenti di quel che produciamo da loro e poi invadono il nostro mercato con merci che gli italiani (impoveriti dall’applicazione sbagliata dell’euro) si possono permettere.

La legge della domanda e dell’offerta dice che se tutti vogliono una cosa, il prezzo aumenta. Mentre se non la vogliono in molti, per aumentare i compratori il prezzo deve diminuire. Ed ecco i commercianti che si aspettano grandi guadagni dai saldi. Ma come? I saldi non dovrebbero portare solo a smaltire le giacenze? Non è che il metà prezzo porta comunque a un guadagno più che soddisfacente? Il metà prezzo è l’applicazione dell’euro con il suo valore effettivo in lire. Il saldo dovrebbe essere un quarto del prezzo. E probabilmente ci si guadagna ancora.

Lo stesso vale per i generi alimentari. Alla produzione non costano quasi nulla (e nessuno si è mai preoccupato della deflazione dei prezzi delle produzioni agricole) ma quando poi arrivano sui banchi del dettaglio i prezzi sono astronomici. Dove sta quel valore aggiunto, rispetto alla produzione? Non riesco a vederne le proporzioni economiche.

Chi si è arricchito drogando il sistema della domanda e dell’offerta, ora si lamenta che chi ha letteralmente derubato (impoverendolo) non compra più. C’è stata una bolla dei prezzi e ora la legge della domanda e dell’offerta li sta riportando nel giusto binario. Intanto però ci sono i senza lavoro, ma è normale che ci siano se il lavoro si sposta dove “conviene” di più. Ma conviene davvero? Anche queste sono scelte miopi. Il mercato crolla perché il lavoro non c’è, e i cinesi vendono le loro merci scadenti a quelli che, prima, producevano ottime merci che, ora, sono prodotte in Cina.

E’ evidente che le teorie economiche hanno fallito, oppure che sono state applicate da persone che non le hanno capite bene. Guardo quel che succede e mi sembra tutto così ovvio. E’ ovvio che se raddoppi i prezzi poi la gente non compra: non se lo può permettere. E’ ovvio che se chiudi le fabbriche e le sposti in Cina poi ci saranno disoccupati che non comprano: se perdi lo stipendio non consumi più. E’ ovvio che quando metti la produzione in un paese, quel paese poi copia il know how e entra in competizione con te: ed eccoci invasi dai cinesi. Come si fa a non capire cose così semplici? Ora mi diranno che semplifico troppo, che le cose sono moooooolto più complesse. Lo so. Ma i grandi processi, bene o male, sono questi. E per una volta non ho parlato dell’esternalizzazione dei costi ambientali, qualcosa che sta portando a disastri ben più gravi di quelli economici, basti pensare al caso di Taranto e alla sua scia di morte.

Chi ha causato questi problemi dovrebbe farsi da parte e fare un serissimo esame di coscienza e, invece, persevera nel darci lezioni su come funziona il mondo. Senza modificare la propria visione delle cose. Che altro deve succedere per dimostrare che l’applicazione delle correnti teorie economiche ci sta portando al disastro? Ve li ricordate Monti e Fornero? Avevano capito tutto loro…. andatelo a spiegare agli esodati.


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