A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
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Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
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Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
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Home Archivio attività Visita naturalistica al Parco di Rauccio, Domenica 14 febbraio 2016
Visita naturalistica al Parco di Rauccio, Domenica 14 febbraio 2016 PDF Stampa E-mail
Archivio attività
Giovedì 11 Febbraio 2016 07:58

h. 8:15 Raduno presso la Chiesa di San Sebastiano;

h. 8:30 Partenza per il Parco di Rauccio;

h. 10:00 Arrrivo al Parco di Rauccio;

H. 13:00 circa Rientro a Galatina presso la Chiesa di San Sebastiano.

Il costo dell'escursione è di  € 15 a testa (pullman e guida).

 

 

Il Parco naturale regionale Bosco e Paludi di Rauccio, esteso complessivamente su un'area di 1593 ettari, è un'area naturale protetta della Puglia, istituita nel 2002.[1]

18 ettari di terreno sono occupati da una lecceta, testimonianza residuale della "Foresta di Lecce", un'area boschiva che nel medioevo si sviluppava in un'area compresa tra Lecce, la costa adriatica, OtrantoBrindisi. Limitrofa alla lecceta, vi è una zona paludosa denominata specchia della Milogna che copre una superficie di circa 90 ha; vi sono, poi, due bacini costieri, Idume e Fetida, di circa 4 ha, zone di modesta estensione di macchia mediterranea, di gariga e, infine, un tratto di costa esteso circa 4 km.

Da una tale vastità e varietà ambientale deriva una notevolissima ricchezza nella vegetazione. In particolare, nel fitto sottobosco della lecceta, crescono il lentisco, l'ilatro, l'alaterno, il mirto o ancora la salsapariglia e il caprifoglio mediterraneo. Tra le specie rare presenti nel parco sono da segnalare, inoltre, la presenza dell'orchidea palustre e, soprattutto, della periploca maggiore, specie a rischio di estinzione. Altrettanto varia è la presenza faunistica. Negli acquitrini che si formano nelle radure del bosco, è possibile osservare anfibi, quali il tritone italiano, il rospo smeraldino, la raganella italiana ed il tasso. Il parco è anche un sito di sosta per l'avifauna migratoria. Nella stagione primaverile vi stazionano upupetortore, mentre talvolta durante l'inverno, nel bacino dell'Idume è stata rilevata la presenza del cigno. Alcuni capanni posti come punti di osservazione consentono di ammirare la fauna presente.

Nell'area del parco, inoltre, si annoverano alcune emergenze architettoniche di rilevanza storico-artistica. Lungo il litorale vi sono due delle torri di avvistamento che, a partire dal Medioevo, erano edificate a scopo difensivo contro i Turchi; si tratta di Torre Rinalda, ormai diruta, e di Torre Chianca. Nella zona interna poi, insistono le masserie Barone Vecchio, risalente alla metà del XVI secolo e il complesso masserizio di Rauccio del XVII secolo, costituito dalla masseria, dalla Torre colombaia e dalla Cappella, della quale rimangono poche tracce. La masseria, recentemente restaurata ospita l'acquaterrario ed è la sede del WWF che qui svolge le attività di tutela e valorizzazione del parco[2].


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