Programma maggio 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Maggio 2022 Mercoledì 4 maggio, ore 18:30, Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse: dott. Massimo Graziuso,... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea dei Soci 22 aprile 2022
Convocazione Assemblea dei Soci   L’Assemblea dei Soci è convocata nella Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse venerdì 22 aprile alle ore 16,00 in prima convocazione e 17,00 in... Leggi tutto...
Programma Aprile 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Aprile 2022 ●       Venerdì 1 aprile, ore 17:00, Officine di Placetelling - L’Università del Salento... Leggi tutto...
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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Matilde Dorè PDF Stampa E-mail
Arte salentina
Mercoledì 04 Gennaio 2017 16:19

“Non ho frequentato l’Accademia”, dice Matilde Dorè, quasi excusatio non petita, come a voler difendere il proprio mondo pittorico dalle grinfie degli addetti ai lavori, dei professionisti di settore, dei critici severi. La sua, infatti, è arte che nasce libera da costrizioni, non irreggimentata, non inquadrata in schemi e categorie precise, non omologata o piegata alle logiche di mercato. Già giornalista pubblicista e scrittrice, Matilde si è approcciata all’arte da poco tempo, con eleganza e discrezione, in punta di piedi, direi. Ha scelto questo nome artistico come omaggio a Gustav Dorè, autore delle bellissime illustrazioni di una vecchissima edizione della Divina Commedia che chi ha più di quarant’anni magari potrà ritrovarsi nella propria libreria; Matilde invece è un nome celtico che significa “forte in battaglia”. La Dorè dipinge prevalentemente ad olio su tela, ma non disdegna la tecnica mista utilizzando materiali come sabbia, pietre marine, stucco, pigmenti metallici e brillantini. “La mia preferita è la tecnica materico astratta”, sostiene Matilde, “Mi piace sporcarmi le mani e far scivolare i colori sulla tela. Utilizzo materiali diversi e olio, tanto olio”. Per queste opere, potremmo inquadrarla nell’ambito della pittura informale, a metà fra gestuale, quando appunto fa colare i colori sulla tela, e materico, dove invece i materiali usati escono dalla superficie liscia del quadro, in sovrimpressione. Suoi referenti potrebbero essere Burri, Vedova, Bacci, e gli altri esponenti dell’arte informale italiana. Ma per restare a Galatina, il paese dove Matilde vive ed opera, è facile pensare che una certa influenza possa aver avuto su di lei l’amicizia e la frequentazione del pittore Luigi Latino, al quale infatti devo la conoscenza della Dorè.  I soggetti delle sue opere rimandano ad un mondo tutto suo proprio, in cui dominano le rappresentazioni della natura, una natura incontaminata e selvaggia, non imbrigliata. E poi gli animali: i cani, di cui Matilde è amante, tanto da divenire presidente di una locale sezione dell’Enpa, ed i gatti, che campeggiano spesso nelle sue pitture.  Fra i soggetti, anche paesaggi marini, donne. Si definisce un’artista controcorrente: “Ritiengo che un artista non debba pagare per esporre le sue opere. Al limite dovrebbe essere proprio il contrario”, dichiara con piglio battagliero.  Molto influenzata dall’astrattismo, la sua cifra sembrerebbe un eclettismo non di maniera, ma spontaneo, genuino. Uno dei suoi ultimi dipinti è "La risalita". In questo quadro, astratto materico con pietre marine e brecciolina, una donna risale dal baratro in cui è caduta. Ma, sono sicuro, tante altre opere seguiranno. Il presente per Matilde è una bella promessa, il futuro una scatola magica.


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