A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
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Incunabuli posseduti dalla Biblioteca Comunale di Galatina PDF Stampa E-mail
Sallentina
Venerdì 02 Settembre 2011 18:42

[in “Rinascenza salentina”, A. 4, n. 2, n.s., 1936, XIV, pp. 103-122]

 

Questa Biblioteca sorse con un importantissimo fondo libraio pervenuto al Comune dal Convento dei Cappuccini in S. Caterina e da quello dei Riformati allorquando furono soppressi nel 1866. Il numero dei volumi era di oltre 2000, quasi tutti di argomento di scienze religiose e costituiscono il nucleo più importante di incunaboli che esista nelle Biblioteche della Puglia ed anche quello di edizioni cinquecentine. Per tal ragione questo materiale bibliografico richiamò fin dal primo momento l’attenzione della Soprintendenza, anche per il fatto che esso, per l’abbandono in cui dovette stare per diversi decenni, subì l’azione deleteria causata dalle tarme e dall’umidità; per la qual cosa la Soprintendenza invocò l’opera e l’interessamento del Ministero per i necessari restauri.

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