A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
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Omaggio a Claudia Ruggeri PDF Stampa E-mail
Poesia
Sabato 12 Ottobre 2013 07:12

A cura di Walter Vergallo


Propongo l’inferno minore di Claudia Ruggeri per contribuire alla conoscenza della sua poesia, che comincia ad avere attenzione in ambito nazionale.

Nata a Napoli nel 1967, ma vissuta a Lecce sin da piccola, è morta suicida nella notte del 27 ottobre del 1996, a 29 anni. Un dantesco “folle volo” ha chiuso la sua tormentata  esistenza. Un io ‘dimidiato’ scisso franto ferito disforico, quello di Claudia; anelante a unità, a una forma, a una consistenza impossibili; tremante girovaganza d’anima, con naufragio. I primi sintomi manifesti del disturbo della psiche risalgono alla morte prematura del padre Carlo, per svariati anni docente nella nostra Scuola: forse un non risolto groviglio edipico, poi negli anni concresciuto di altri dolori, cocenti disinganni, nella vita, nello studio e nell’amore; alcuni dei quali la ragazza mi aveva personalmente confidato negli anni della nostra frequentazione legata alla comune passione per la scrittura poetica. A volte la psiche, turbata travagliata, in sé involta, non regge e col passare del tempo soccombe.

Ho ancora carissimi, e vivi, nel ricordo i lineamenti di Claudia (di una beltà interiorizzata, ‘psicologica’, di misurata classica armonia) la sensibilità la riservatezza. E soprattutto il lavoro, assiduo e tenace, nella ricerca poetica, da lei compiuto insieme con gli amici, per tanti anni, nel “Laboratorio di poesia” (la comunità di poeti salentini ideata e guidata, sin dal 1986, dal suo promotore, Arrigo Colombo, attiva per quasi vent’anni): in ogni intervento di Claudia trasparivano evidenti intelligenza e passione, la tensione verso una scrittura sperimentale decisa a rompere regole e schemi, mentali e formali. Decisione e pulsione: un magma incandescente  sfrenanto, trasferito di getto nella scrittura; senza intermediazioni, che non fossero la ricerca, gioiosa e drammatica (in senso anche teatrante), di un linguaggio poetico stratificato, scardinante deviante prelogico pre- e  postgrammaticale. Un’iperletterarietà (alla quale tornerò più oltre), studiata da tutti i suoi esegeti, da alcuni amplificata, che ‘serviva’ da sostrato caotico e incandescente in cui pescare frammenti di emozioni da formalizzare, a cui dare consistenza e forma, pure provvisoria precaria, mutante; ma sempre polisignificante cioè polivitale, data la coincidenza, nella breve esistenza di Claudia, di letteratura(-poesia) e vita.

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Albe infrante (1982-95) - Parte terza PDF Stampa E-mail
Poesia
Sabato 24 Agosto 2013 09:16

Malvia

 

Fu presa dai rumori notturni

nel tenue risalto

e offerta ai ludi bellici.

Malvia dietro i vetri

vetusto sentire

coi passi dirottati

nei segni del re.

Incido te

histoire de mort

sui legni dei boschi

a pochi passi dalla tua terra.

 

2

Mi rifugio nei tuoi millenni

per ripararmi al ciglio della vita

nel gelo che mi trapassa e si rapprende

abbuiando la strada

che mimetizza te

dea cespugliosa.

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Poesie PDF Stampa E-mail
Poesia
Mercoledì 21 Agosto 2013 08:03

Anime innocenti

(pensando alla mia amica di Roma)

anime innocenti
stringon i denti
e incrocian le dita
tappandosi le orecchie
a quelle interminabili grida.

non dicon niente,
non rispondono
a quel prepotente,
ma dentro di loro
c'è una rabbia struggente.

mamma, papà,
perché urlate
e a vicenda
vi picchiate?


non vedete che ci sono
qua io che prego Dio,
che prego Dio,
che questa tortura finisca.
Tortura all'inferno devi tornare
e tutto si deve placare.

Poi, ad un tratto,
un angelo sceso dal cielo,
vestito di un bianco velo,
mi apre la porta,
l'angelo di luce
mi conduce dalle amiche fate
con le ali tutte argentate
tanti amici trovo
e mi rinnovo.
La mamma è con me
e mi fa compagnia
non c'è più quella brutta malinconia
perché babbo se ne è andato via
e tutto possiamo vivere
in pace e armonia.

Trivio, Monteleone di Spoleto (PG) 08/08/2013

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Albe infrante (1982-95) - Parte seconda PDF Stampa E-mail
Poesia
Martedì 20 Agosto 2013 15:42

Davanti a luoghi di strade perniciose

rincorro il venditore bilingue

che sapeva di me

quando sostavo nella darsena dei rigattieri

mentre ora resisto all’usura

e replico i giorni nella morte sottile.

Ancora immobile davanti a te Magda

resta poco del lago

del bivio dove ti incontrai.

Ora lì giacciono diversi giacigli infestati

dagli avi lubrici

cosparsi di giada nei vicoli ciechi

ai margini di un abbandono.

Ora riscatto i momenti dissanguati

rintracciandoti

al vagare del dio serpente

nelle aureole invaghite di versi

nei solstizi dissipati

nelle stagioni perdute

immaginandoti.

 

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Cronache di resistenza PDF Stampa E-mail
Poesia
Venerdì 26 Luglio 2013 20:02

 

Seduto su un cesso

mi concentro

è il posto

dove

la mia poetica

trova alimento.

Penso alle

nefandezze umane

che ormai non

trovo più nemmeno

strane.

Mi chiedo a cosa

porterà

questa mea,

se non ad una

scarica di diarrea.

 

 

 

 

 

 

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