Programma maggio 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Maggio 2022 Mercoledì 4 maggio, ore 18:30, Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse: dott. Massimo Graziuso,... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea dei Soci 22 aprile 2022
Convocazione Assemblea dei Soci   L’Assemblea dei Soci è convocata nella Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse venerdì 22 aprile alle ore 16,00 in prima convocazione e 17,00 in... Leggi tutto...
Programma Aprile 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Aprile 2022 ●       Venerdì 1 aprile, ore 17:00, Officine di Placetelling - L’Università del Salento... Leggi tutto...
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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Filosofia


IL MAESTRO DON JUAN VICTOR NUÑEZ DEL PRADO E LA SUA TERAPIA INCA PDF Stampa E-mail
Filosofia
Venerdì 04 Novembre 2011 17:51

Don Juán Victor Nuñez del Prado, un sacerdote meticcio andino di Cuzco, antica capitale degli Inca, tra i più profondi conoscitori della tradizione del misticismo delle Ande, colui che ancora oggi, in epoca di sfrenata irrazionalità, conosce i percorsi attraverso i quali è possibile lenire non pochi malesseri di natura psichica collegati all’irrazionale vivere quotidiano. Egli mette la sua conoscenza a disposizione di quanti vogliano conoscerla, come dono di un uomo che conosce verso una persona che ne ha bisogno.

La conoscenza di cui è possessore don Juán Victor Nuñez del Prado non è soltanto di tipo teorico, ma ricca di una serie di pratiche e tecniche del corpo che allargano la sensibilità percettiva che, senza alcun bisogno di aggiunte o forzature di sostanze psico-attive, può giungere ugualmente alla possibilità di visione, di allargamento degli orizzonti delle capacità immaginali della mente. Tutto è possibile attraverso una pratica d’iniziazione spesso condotta dallo stesso don Juán, ma è possibile anche attraverso seminari condotti dai suoi discepoli, presenti sull’intera area del pianeta.

L’iniziazione andina di don Juán è denominata Karpay Ayni, ed è una pratica che permette il superamento della comune soglia coscienziale umana aprendo le porte all’incontro e alla “comunicazione” dell’uomo con la Terra e col Cosmo. Il percorso può apparire difficile e tortuoso, ma se si seguono le indicazioni di don Juán non ci si perde, anzi, al contrario, egli ti permette l’ingresso in un mondo “altro” dove l’accesso è spesso impossibile.

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La costruzione della società di giustizia PDF Stampa E-mail
Filosofia
Sabato 23 Ottobre 2010 16:52

I

1. L’approfondirsi della ricerca sull’utopia, l’emergere della giustizia

 

L’incontro con la giustizia e con la società di giustizia avviene qui lungo la ricerca sull’utopia, la sua storia, il suo senso. Avendo dapprima intuito che l’utopia letteraria (o filosofico-letteraria: quella di Platone, Thomas More, Campanella; di Fourier, di William Morris) non poteva in sé risolvere questo fenomeno, troppo più grande e grandioso. Avendone avuto i segni nelle stesse storie dell’utopia nel ‘900 (a cominciare da Mumford, fino ai Manuel e oltre) che s’incentravano sì nel fatto letterario, vi si distendevano; ma non potevano fare a meno di evocare, dedicare un piccolo spazio a fatti di ben altra misura storica, messianismo ebraico, millenarismo, cristianesimo. Avendo dietro a noi le decisive indicazioni di Mannheim e di Ernst Bloch, l’utopia come fattore della storia (fattore creativo-eversivo, per Mannheim), come il costitutivo più profondo e dinamico-costruttivo della storia stessa, come il « processo» storico per eccellenza. E però Bloch non poteva soddisfare il nostro intuito e la nostra esperienza –nostra come d’altri–; con quel suo materialismo storico-dialettico di marxista sia pur atipico; ma in questo tipicissimo; con quella sua «materia», e forza evolutivo-costruttiva della materia, di cui era parte l’uomo; che animava tutto il processo fino ai punti supremi, il rientro dell’alienazione, lo sciogliersi delle contraddizioni, l’inopinata «democrazia vera».

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