A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
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Oltremondi: la pittura “fantastica” di Antonio Stanca PDF Stampa E-mail
Arte salentina
Mercoledì 19 Novembre 2014 17:47

[“Il Galatino” anno XLVII n. 11 del 13 giugno 2014]

 

Il mio primo incontro con l’arte di Antonio Stanca è avvenuto attraverso un bellissimo articolo di Maurizio Nocera, “L’arte astrale di Antonio Stanca”, pubblicato sul n. 4 del periodico galatinese “Il filo di Aracne”, del settembre-ottobre 2007. Mi colpirono profondamente, su quel numero della rivista, proprio l’opera di Stanca riportata sulla copertina e il titolo, a mio avviso felicissimo, dell’intervento critico di Nocera. Ho avuto poi modo di approfondire la conoscenza dell’opera di Antonio Stanca e dello stesso autore, avendolo conosciuto personalmente in uno dei vari rendez vouz artististici che si tengono in quel di Galatina, città che negli ultimi anni ho molto frequentato, per via delle tante intraprese culturali cui ho partecipato (complice il caro Gianluca Virgilio, presidente dell’Università Popolare “Aldo Vallone”) e dei  molti amici  a cui sono ormai legato. Mi sono talmente innamorato dei dipinti di Stanca che avevo pensato di chiedergli una sua opera per la copertina del mio libro “Di tanto tempo” (Pensa editore) del 2010, per la quale  cercavo, nell’immagine, qualcosa di astratto e forte, con il rosso come colore dominante, qualcosa che mi era sembrato di trovare perfettamente in un’opera di Stanca delle sue ultime. Ma poi un certo pudore mi fece desistere dal proposito di rivolgermi a lui e, riducendo le mie pretese,  per la copertina del libro lasciai fare al grafico della casa editrice. Un dialogo a distanza comunque si è da allora instaurato fra me e il pittore galatinese, io sempre a comunicargli il mio grande interesse per i suoi dipinti e la mia ammirazione, ad ogni occasione di incontro. Punto di svolta  è stata la lettura del catalogo “Antonio Stanca. Una vita... una lunga ricerca” (Maglie 2010), di cui Antonio mi fece omaggio qualche tempo fa. Questo depliant mi ha davvero aperto le porte di un mondo di incontaminata bellezza e di fantastici colori, il mondo dell’arte di Antonio Stanca.

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Fare scultura: Donato Minonni PDF Stampa E-mail
Arte salentina
Sabato 19 Luglio 2014 08:25

Nella sua casa laboratorio nella campagna di Taurisano, Donato Minonni svolge la sua quarantennale attività artistica, intervallando al lavoro la cura dei suoi amati animali e le visite di amici ed estimatori che non gli fanno mancare gratificazione e apprezzamento per i lavori che di volta in volta va eseguendo. Questo operoso artigiano ed ispirato artista, nato nel 1945, che conosce il valore del sacrificio e della gavetta, fatta durante gli anni della gioventù, è stato per molti anni insegnante di Disegno e Storia dell’Arte negli istituti superiori ed alla pittura e alla scultura ha sempre unito l’hobby della fotografia. La sua attività prevalente però resta quella dello scultore, come la miriade di opere sparse nel Salento testimonia. Fino a qualche anno fa, suo stretto collaboratore era il figlio Carlo, che ora ha intrapreso nuove strade e si è trasferito a Firenze. In un catalogo o “foto-libro” stampato qualche tempo fa, è tracciata una prima ricognizione della sua carriera, ma molte opere si possono ammirare anche on line, sul suo sito www.cadart.it.  Nel suo laboratorio ha sempre lavorato con le più svariate tecniche come lo smalto, l’argento, il mosaico vetroso, l’intarsio, ecc. Fra le realizzazioni più importanti, occorre segnalare: il Monumento a Padre Pio, in marmo di Carrara, alto m. 2.30 a Taurisano, del 1989; la statua di San Francesco d’Assisi in bronzo patinato verde pompeiano, alta 2 metri e 50, che si trova a Gemini di Ugento, voluta dalla Confraternita Maria Ss. Del Rosario nel 1994; la statua di Santa Lucia in legno di cirmolo, realizzata nel 1998,  che si trova a Brindisi, nella chiesa di San Nicola; l’angelo con un’ala soltanto in marmo bianco di Carrara, a Gallipoli. Bellissima e poetica la scultura “Apollo e Dafne” del 1989. Taurisano è la città di Giulio Cesare Vanini (1585-1619) e dunque fra le realizzazioni di Minonni, non potevano mancare delle opere che all’illustre filosofo del passato rendono omaggio. Fra di esse, un busto in cemento e graniglia del 1969, un timbro con l’immagine del filosofo realizzato in occasione del convegno di studi vaniniani del 1969, un busto del filosofo in cemento, graniglia bianca e polvere di marmo, realizzato sempre nel ’69 per la Scuola Elementare di Taurisano, un busto in bronzo e medaglia per il Liceo Scientifico di Casarano, che è stato  intitolato proprio a Vanini . Ancora, un busto in bronzo del filosofo del 1995, sempre per il Liceo di Casarano, dove lo stesso Minonni  ha insegnato fino al momento del congedo.  Come dicevo prima, Minonni opera infaticabilmente in vari contesti e in più settori dando man forte a quella schiera di pittori, scultori, grafici, designers che con le arti figurative impreziosiscono il nostro Salento. È proprio il caso di essere d’accordo con  Giorgio Seveso: “Come i lavoratori e gli imprenditori danno luogo, con le loro attività, alla ricchezza pubblica di un Paese, così l’operosità degli artisti è uno dei fondamenti dell’immaginario di un’epoca e contribuisce a determinare, in definitiva, quella che si potrebbe chiamare la ‘coscienza poetica’ di una società”. Notevoli le sue realizzazioni all’interno della Fondazione Filograna a Casarano, come la grande fontana centrale ed i giardini, e poi alcune opere in bronzo per il Calzaturificio Filanto di Casarano. Una delle più recenti realizzazioni in cui è stato impegnato, insieme col figlio Carlo, è quella del sarcofago della serva di dio Mirella Solidoro, molto amata a Taurisano, presso la chiesa Ss. Mm. Maria Goretti e Giovanni Battista. Il foto- catalogo riporta  le varie fasi dell’opera, dal progetto alla scelta dei blocchi di marmo a Carrara, fino alla lavorazione e posa in opera, con l’inaugurazione finale. Nella stessa chiesa, opera di Minonni sono le grandi e bellissime vetrate realizzate in vetri colorati e grisaglia ad alto fuoco.

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L’arte di Vito Russo: “Far pensare e parlare la materia” PDF Stampa E-mail
Arte salentina
Mercoledì 21 Maggio 2014 05:50

“Raccogliere le antiche esperienze insieme alle nuove tecnologie, ritrovare la forza delle proprie mani. Con la mente scavare nell'anima, riprendersi i simboli dei linguaggi universali e con essi superare i limiti dell'incomprensione. Realizzare il proprio immaginario con il proprio saper fare, confrontarlo con tutti per capire e capirsi, intuire le verità estreme. L'arte non avrà mai fine finché l'uomo, incontrando i materiali che gli stanno intorno o creandosene di nuovi, saprà trasmettere loro, con la sua manualità, le forme del proprio pensiero.” Così scrive Vito Russo, affermato  pittore e scultore salentino, nella presentazione del suo sito on line www.vitorusso.it . L’arte di Vito Russo è stata al centro della mostra “Unì la terra ed il cielo”, tenutasi dal 23 al 27 aprile 2014 presso l’Atrio  della Casa di Betania Hospice Onlus – Tricase ed organizzata dall'Associazione taurisanese “Arte in Terra" insieme con Casa di Betania Hospice. “Annunziata” (terracotta policroma),” In un frammento... la luce” (calcite e pietra di Pescoluse), “Battesimo, porta della fede” (legno di frassino),” Unì la terra e il cielo” (legno di tiglio ed eucalipto), “Volto di Cristo” (bronzo), “Spiritualità e materia” (calcare e pietra di Pescoluse): sono alcune delle opere esposte nella mostra in oggetto.

Vito Russo, nato nel 1948, vive ed opera a Salve ed è stato titolare della cattedra di Scultura presso l’Istituto Statale d’Arte di Lecce. Fra le opere d’arte sacra, ambito in cui il professor Russo si è particolarmente specializzato, voglio segnalare i ritratti in alto rilievo dei parroci Don Nicola e Don Palmiro Corciulo, nella Scuola Materna “Don Palmiro Corciulo” di Salve, del 1979; la Vergine Maria, in pietra leccese, per la Chiesa di Torre Vado, del 1991; “I Santi, la Chiesa ed il Popolo”, cinque pannelli dipinti in olio su legno, per la Chiesa di San Giovanni Elemosiniere di Morciano di Leuca, del 1992; l’ “Annunciazione ed Assunzione della Vergine”, due tele dipinte ad olio per la Chiesa della Madonna di Depressa, frazione di Tricase, del 1994; il grande Monumento marmoreo a Padre Pio nella Piazza Unità d’Italia di Andria,del 1997.  Sempre nel 1997, ha partecipato al Concorso Nazionale “Art in ice”, organizzato a Livigno (So), in cui dieci squadre di artisti affermati dovevano realizzare originali sculture di neve senza l’apporto di mezzi elettrici. Il vincitore del 1° premio avrebbe poi rappresentato l’Italia ai Giochi Olimpici di Nagano, in Giappone, dell’anno successivo. La scultura realizzata dalla squadra salentina guidata da Vito Russo ebbe nome “L’artista e la Musa”: due figure, l’Artista, che aveva le sembianze di Michelangelo, e la Musa, dalle sembianze di una donna sognante, che si sviluppavano in un movimento a spirale così da dare l’idea che si abbracciassero. Questa scultura vinse il Primo Premio e quindi, in virtù di questa importante affermazione, l’anno successivo, la squadra salentina di scultori (insieme al prof.Russo, il figlio Dario e Giovanni Scupola) rappresentò l’Italia ai giochi olimpici di Nagano, dove si classificò seconda, con l’opera “La sirena”, dopo la Finlandia, e prima degli Stati Uniti. Vito Russo, “uno scultore che onora il Salento”, come dicono Sandra Sammali e Marco Cavalera in un bel profilo dell’artista pubblicato su www.salogentis.it, ha tenuto moltissime mostre nel corso della sua lunga carriera, non solo nel Salento ed in Italia, ma anche all’estero: in Norvegia, in Belgio, in Germania e in Spagna.

Fra le sue opere, occorre ancora ricordare: le due bellissime tele conservate nella Parrocchiale di Salve, dedicata a San Nicola Magno, ossia la “Moltiplicazione dei pani e dei pesci”, olio su tela di mq 12, del 1988, e “Le nozze di Cana”, olio su tela di mq 12, del 2000; la statua di San Martino, nella piazza omonima di Taviano, del 1997, e una terracotta policroma, “Verso l’infinito”, esposta in occasione del Congresso nazionale dei Padri Trinitari per l’Ottavo Centenario della fondazione dell’Ordine, presso l’Università Urbiniana di Roma, nel 1998; il gruppo scultoreo di S. Giuseppe da Copertino, S. Benedetto, S. Basilio e S.Teresa, in pietra Leccese (2000), presso la Cattedrale di Nardò; un busto di Don Salvatore Martella di Castro, del 2000, un busto della Dott.ssa Monteduro di Gagliano del Capo, del 2000, il gruppo scultoreo della Pietà, realizzato in pietra leccese, per il Cimitero di Morciano di Leuca, del 2001; e inoltre, l’Altare della chiesa Santi Medici, in biancone di Apricena, a Galatone (2008), il Portale  per la Chiesa S. Giovanni XXIII,  nella marina di Pescoluse, Salve (2009), ed altri.

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L'Università Popolare "Aldo Vallone" di Galatina augura a tutti BUON NATALE PDF Stampa E-mail
Arte salentina
Martedì 24 Dicembre 2013 13:57

IL NATALE VISTO DA TOTO' ROSSETTI

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