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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
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GIOVANNI PASCOLI E GIROLAMO VITELLI PDF Stampa E-mail
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Domenica 31 Ottobre 2010 07:29

 

E’ noto che Giovanni Pascoli, accogliendo la lezione carducciana della metrica “barbara”, adottò un metodo diverso da quello del maestro. Mentre questi trasferì i ritmi classici nei versi della tradizione italiana, si propose di riprodurre le esatte cadenze dei versi greci e latini. L’adozione di questo metodo è documentabile sin dal Volgarizzamento del principio della Batracomiomachia, presentato al Carducci come terzo lavoro per la scuola di Magistero nell’anno scolastico 1880-81. Nel Proemio che accompagnava la traduzione egli dava alcune indicazioni precise...

 

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Carlo Levi e la democrazia dei «Don Luigini» PDF Stampa E-mail
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Domenica 24 Ottobre 2010 07:32

[dal Forum di Popoli e Costituzioni: http://www.popoliecostituzioni.it, pubblicato il 4 marzo 2010]

 

«Un’opera come quella del Levi può agevolare la comprensione della Questione meridionale assai più della teorizzazione politica». Il giudizio con cui Guido Dorso presenta Cristo si è fermato a Eboli costituisce la migliore premessa per inquadrare il pensiero di un autore, per il quale la poesia è sempre stata “invenzione della verità”. Tutta la scrittura di Levi racchiude un insieme complesso e maturo di “teorizzazioni politiche”. Nel caso del Cristo, l’originalità dell’autore è da rintracciare, secondo Dorso, nella qualificazione della questione meridionale come «conseguenza di un fenomeno ancora più radicale, di un fenomeno istituzionale, che è alla base del complesso di inferiorità del Mezzogiorno: l’insufficienza civile e politica della classe dirigente meridionale, e l’incapacità del popolo di rinnovarla». Ma non è solo il“classico” del medico-pittore a costituire un manifesto intellettuale per l’antifascismo repubblicano italiano.

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LE TRADUZIONI ‘METRICHE’ DI G. PASCOLI PDF Stampa E-mail
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Giovedì 21 Ottobre 2010 08:03

Sulle traduzioni di Giovanni Pascoli da poeti classici grava da tempo il peso di alcune condanne. La prima in ordine di tempo è la sentenza di Benedetto Croce che nel 1907, vivo ancora il poeta, definiva le sue versioni epiche "un Omero alquanto rimbambinito". Segue la stroncatura di Salvatore Quasimodo...

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Stare tra le lingue PDF Stampa E-mail
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Lunedì 18 Ottobre 2010 07:12

[Il giorno 22 maggio 2009, presso l’Auditorium del Ghoete-Institut a Roma, si è svolta una tavola rotonda sul tema “Pluralismo: una fantastica opportunità! – Le prospettive in un’Europa che cresce”. Alla tavola rotonda hanno partecipato Tullio De Mauro, Antonio Prete, Daniele Archibugi, Giuseppe Zucconi, Carlo Rubinacci, con la moderazione di Luigi Illiano, direttore del “Sole24 Ore Scuola”. Riportiamo l’intervento di Antonio Prete.]

 

 

1. Pluralità delle lingue e prima lingua.  Proprio a partire dalla pluralità delle lingue - dalla festa delle lingue, dalla diversità linguistica -  si è  generato il mito della prima unica lingua, di volta in volta  lingua edenica, o prebabelica,  lingua pura o lingua che è principio, culla, fondamento di tutte le possibili lingue. Un mito che Leopardi, in polemica con le ricerche dei romantici sull’indoeuropeo, definiva “un frivolo sogno”. Ma d’altra parte straordinarie interrogazioni sulla lingua sono venute proprio da questa ricerca di un’anteriorità pura, magica, nella quale il nome doveva corrispondere all’essenza della cosa:  pensiamo a come in Benjamin questa ricerca è produttiva di singolari e profonde osservazioni sul tradurre, sul compito del traduttore.

 

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Cesare Luporini e Leopardi PDF Stampa E-mail
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Sabato 02 Ottobre 2010 16:24

(Normale di Pisa, 9 dicembre 2009)

Leopardi non fu per Luporini, come accadde per altri filosofi,  il paese luminoso di un’escursione al di fuori delle terre disciplinate della filosofia, fu la figura vivente alla quale rivolgere una costante interrogazione filosofica, l’interlocutore di una corrispondenza assidua, di una “conversation souveraine”, per dirla con René Char. Decifrare Leopardi - titolo sotto il quale, seguendo le intenzioni dell’autore e la tensione stessa della scrittura, Sergio Landucci ha raccolto l’ultimo puntualissimo diario esegetico di Luporini - decifrare Leopardi è stato per lui un compito necessario, quasi un ascetico esercizio. Ricordo come nelle ultime conversazioni Luporini dava a quel decifrare il senso pieno, e limpido, di un ascolto della scrittura leopardiana, un ascolto libero da sovrapposizioni critiche predefinite, libero da pulsioni di sistemazione dottrinaria.

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