A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
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Storia e Cultura Antica


Ibico, le gru e Corinto PDF Stampa E-mail
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Sabato 19 Febbraio 2011 12:03

La morte di Ibico, poeta greco di Reggio Calabria, è legata strettamente alle gru. E’ nota, nelle sue grandi linee, la leggenda relativa. Ibico fu assalito da briganti in un luogo deserto; morendo, invocò come testimone del misfatto uno stormo di gru che passavano in cielo in quel momento. In seguito i briganti, mentre assistevano a una rappresentazione teatrale, videro volare delle gru e, ridendo, si misero a sussurrare l’uno all’altro: “Ecco le vendicatrici di Ibico”. Uno degli spettatori che sedevano vicino udì le parole e capì che avevano a che fare con la scomparsa del poeta; denunciò il fatto ai magistrati; i briganti furono catturati e confessarono il delitto.


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La mania erotica e la scienza moderna PDF Stampa E-mail
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Lunedì 07 Febbraio 2011 14:41

Negli ultimi tempi alcuni servizi giornalistici e televisivi (1) hanno dato conto di ricerche scientifiche condotte sui meccanismi neurofisiologici e biochimici dell’amore, il quale, argomento sinora esclusivo di letterati e filosofi, è diventato oggetto di attente indagini da parte degli scienziati, in particolare di medici e psicologi.

Sul piano neurofisiologico due neurobiologi dell’University College di Londra hanno dimostrato che l’amore ha effetti evidenti sul cervello, di cui stimola quattro diverse regioni: una di esse è la stessa che “reagisce agli stati di euforia indotti da sostanze stupefacenti come la cocaina. Insomma, l’amore intossica” (2). Inoltre la passione amorosa riduce in modo significativo l’attività di una quinta area, collocata nella corteccia  prefrontale destra, che è normalmente iperattiva nei pazienti depressi: dal che la deduzione, fatta dall’articolista, che l’amore combatte la malinconia. Rispetto a queste reazioni non vi sono differenza significative tra uomini e donne: ciò dimostra che “l’amore, almeno a livello cerebrale, si manifesta senza distinzione di sesso” (3).

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Polibio, il mondo ellenistico e Roma PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Antica
Lunedì 04 Ottobre 2010 16:15

[Pubblicato in "Studi Ellenistici" XX, Pisa 2008]

 

Negli studi su Polibio la chiave dominante di lettura è in genere costituita dal riconoscimento di una sorta di posizione bifronte e bivalente dello storico, orientato da un lato verso Roma e dall’altro verso la Grecia. Scriveva infatti, e.g., A. Momigliano: «(Polibio) non trova… alcuna difficoltà nello scrivere una storia ad uso sia dei Greci che dei Romani … Spiega ai Greci le ragioni della vittoria dei Romani e spiega ai Romani il senso e le condizioni della loro propria vittoria». È questa sicuramente una efficace e sperimentata chiave di lettura culturale e politica in termini generali che consente di individuare bene non solo la duplice capacità di Polibio di osservare, di comprendere e di esprimere a un tempo il mondo greco e il mondo romano, ma anche il duplice pubblico, greco e romano (soprattutto romano: xxxi, 22.8), al quale si rivolgeva lo storico.

Leggendo Polibio da una prospettiva prevalentemente ellenistica, accanto al Polibio bifronte greco-romano, e ferma restando la centralità di Roma, emerge un Polibio per così dire tridimensionale che affida ai tre principali soggetti politici delle Storie: Roma, la Lega Achea e i regni ellenistici, la funzione di pilastri e di pietre di paragone nel suo sistema di valori e di giudizi storico-politici.

 

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