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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
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La donna dei Lumi di Rino Duma PDF Stampa E-mail
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Giovedì 24 Maggio 2012 17:08

[Pubblicato col titolo "Rino Duma. Scrivere per educare"  ne "Il Paese Nuovo", 24 maggio 2012]

 

Se Baudelaire, a proposito dell’immenso romanzo storico  “I miserabili” di Victor Hugo scrisse che “contiene delle pagine che possono fare inorgoglire per sempre non soltanto la letteratura francese ma anche la letteratura dell’intera umanità”, io penso che, stabilite le dovute proporzioni, questo ultimo romanzo di Rino Duma possa farci sentire orgogliosi della letteratura salentina e, ancor di più, di essere salentini. “La donna dei lumi”( Lupo Editore 2011) è appunto il libro in questione, una avvincente ricostruzione storica della vita e delle opere di una grande gallipolina del passato, Antonietta De Pace, eroina del risorgimento italiano,  nel solco dei più classici romanzi storici di matrice ottocentesca, con il doppio scopo di dilettare ed erudire. Di questa missione della sua opera, non fa mistero lo stesso autore il quale, nelle esaurienti introduzioni dei suoi libri, spiega, fedele alla lezione classica che Duma ha sorbito grazie ai suoi studi e ad anni di militanza letteraria, che il fine ultimo di ogni opera letteraria è quello di avvicinare i lettori alla materia trattata; e fra i lettori, una attenzione particolare viene riservata ai giovani, agli studenti, cioè a quel pubblico che per molti anni è stato protagonista della vita professionale del Nostro, docente di matematica e scienze nelle scuole medie della provincia, prima di andare in pensione nel 2001. Dopo il saggio “I quadernetti di Athena” (1996), “La falce di luna”, del 2004 (Edipan, Galatina), è il suo primo romanzo, un “Romanzo d’amore. Edizione per ragazzi”, come esemplificato dal sottotitolo dell’opera, dichiaratamente rivolto agli studenti delle suole medie, tanto che questo romanzo è stato adottato come libro di testo da diverse scuole insieme con delle schede di lettura che compongono un altro volume allegato al testo principale, sempre ad opera di Rino Duma.

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Viva la Grecia! PDF Stampa E-mail
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Venerdì 18 Maggio 2012 11:10

[ne "Il Paese Nuovo" di venerdì 18 maggio 2012]

 

Qualche tempo fa l’inviato de “La Repubblica” Bernardo Valli, in un caffè di Parigi, ebbe modo di cogliere tutto il disappunto di Milan Kundera e di sua moglie Eva, che, sfogliando Le Monde, alla vista di titoli evocanti la possibilità dell’uscita dall’Europa della Grecia (La Grèce est-elle un pays européen?), si chiedevano com’era possibile che la culla dell’Europa, la patria di Platone e Aristotele, fosse abbandonata a se stessa in nome di un pareggio di bilancio che chissà se mai sarebbe venuto (vedi “La Repubblica” del 18 novembre 2011).

Il ricordo di questa istantanea parigina, che riassume bene lo stato d’animo dell’intellighenzia europea, almeno di quella non prona ai diktat dei mercati, mi accompagna nello spoglio dei due tomi della rivista Rudiae. Ricerche sul mondo classico, 22-23, pp. compl. 806, pubblicata nei primi mesi del 2012 da Congedo Editore per conto del Dipartimento di Filologia Classica e di Scienze Filosofiche dell’Università del Salento; e insieme al disappunto di Kundera, mi accompagna il quotidiano rumore dei giornalisti che da mesi ci avvertono della catastrofe greca, dell’uscita dall’euro, del ritorno alla dracma, lo spread che sale ecc.

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Lo sguardo dagli astri nella poesia di Antonio Prete PDF Stampa E-mail
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Venerdì 11 Maggio 2012 16:24

Pubblicata da Donzelli Editore l’ultima raccolta di versi di Antonio Prete


["Il Paese Nuovo" di venerdì 11 maggio 2012]


Un verso di Paul Celan, E’ tempo che la pietra fiorisca, fornisce il titolo alla seconda raccolta poetica di Antonio Prete, Se la pietra fiorisce, Donzelli Editore, Roma,  2012, pp. 118, che giunge a cinque anni dalla pubblicazione di Menhir (Donzelli, 2007) con cui lo studioso di Copertino aveva esordito come poeta. L’opera del narratore, saggista e traduttore continua, dunque, nella forma della meditazione poetica, inframmezzata in questo caso da undici brevi prose che si aprono entro la scansione dei versi.

Ora, chi scrive, dovendo scegliere, nello spazio breve della recensione, se dare un ragguaglio sommario dell’intera raccolta, oppure commentare una meditazione del poeta e proporla come specimen dell’insieme, preferisce seguire questa seconda strada. E che Prete voglia proporci una meditazione poetica, secondo la formula principale della sua riflessione critica su Leopardi, il pensiero poetante, lo si capisce bene già nelle parole del primo componimento -  sul quale, dunque, mi soffermerò - intitolato Dissonanza: “Disloca il punto d’osservazione, / porta il pensiero fino all’orlo di una nuvola, / e ancora più oltre, di là dal cerchio lunare: …”.

La raccolta poetica si apre con l’invito al lettore a dislocare lo sguardo, guadagnando un luogo abbastanza alto da consentire una visione quanto più ampia è possibile del mondo; intendendo per mondo tutti gli infiniti universi nei quale sembra riflettersi la storia della terra, in un gioco di rispondenze (così si intitola la poesia di p. 75) che rimanda il lettore dal cielo alla terra, e viceversa. “Congiungere il visibile e l’estremo” (p. 105), come vedremo, sarà una delle costanti della poesia di Prete.

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Per una scienza nuova: l’economia ecologica di Ferdinando Boero PDF Stampa E-mail
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Venerdì 04 Maggio 2012 12:01

Pubblicato per Codice Edizioni di Torino l’ultimo lavoro di Ferdinando Boero

 

["Il Paese Nuovo" di venerdì 4 maggio 2012]


Sono passati quattro anni da quando Ferdinando Boero, biologo marino dell’Università del Salento, ha pubblicato il suo ultimo libro Ecologia ed evoluzione della religione (Controluce, Nardò, 2008), che faceva seguito al suo primo libro di divulgazione scientifica, Ecologia della bellezza (Besa, Nardò, 2006), entrambi da me recensiti unitariamente su “Il Paese Nuovo” di giovedì 8 ottobre 2009.

In questi anni Boero ha pubblicato numerosi articoli sul “Nuovo Quotidiano di Puglia”, ripresi poi, per gentile concessione dell’autore, in www.unigalatina.it, il sito ufficiale dell’Università Popolare “Aldo Vallone” di Galatina; articoli molto utili al lettore per i temi vari che vi sono trattati: dalla biodiversità al clima, dall’università alla ricerca scientifica, dalla salvaguardia della natura all’agricoltura, per dirla in compendio, dall’ecologia all’economia.

L’ultimo lavoro di Boero, Economia senza natura. La grande truffa, Codice Edizioni, Torino 2012, pp. 241, può essere racchiuso proprio entro questi due termini, dall’economia all’ecologia. Dai suoi articoli per il “Quotidiano” il pensiero dello studioso genovese (ma leccese di adozione) appariva già sufficientemente chiaro; ma dal libro esso esce rafforzato, avendo acquistato in sistematicità, cosicché anche quegli articoli ora ne risultano illuminati.

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Ricordo di un Maestro: Raffaele Spongano PDF Stampa E-mail
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Sabato 21 Aprile 2012 11:46

Pubblicati da Congedo Editore gli atti del Seminario di Lecce del 18 marzo 2009 su Raffaele Spongano

 

["Il Paese Nuovo" di sabato 21 aprile 2012]

 

Il 26 novembre 2004 moriva a Bologna, alla bella età di cento anni compiuti, Raffaele Spongano, maestro di tre generazioni di letterati italiani. Non so se Emilio Pasquini e Vittorio Roda abbiano fatto in tempo (ahimè, forse no!) a consegnare nelle mani di Spongano il volume da loro curato e a lui dedicato Per i cento anni di un maestro. Scritti in onore di Raffaele Spongano (Bologna, Bononia University Press, 2004) contenente le testimonianze di “39 allievi, allievi di allievi, amici e studiosi…”. Le parole virgolettate sono tratte dalla Premessa (p. 9) di Paolo Viti ad un libretto aureo, come tutti i libri che contengono sinceri e fedeli ricordi, un libretto dal titolo Ricordo di Raffaele Spongano, Galatina, Congedo Editore, 2011, pp. 67; un piccolo libro voluto dal Dipartimento di Filologia, Linguistica e Letteratura dell’Università del Salento, nelle cui collana di Pubblicazioni esce col numero 40, che possiamo considerare come una propaggine del più corposo volume bolognese sopra citato.

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