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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
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Un dono per lo storico: studi di Bruno Pellegrino PDF Stampa E-mail
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Venerdì 30 Marzo 2012 12:43

Riproposti dall’Editore Congedo due saggi di Bruno Pellegrino sui rapporti tra Chiesa del Sud e Stato unitario.

 

[in "Paese Nuovo" di venerdì 30 marzo 2012, p. 23]

 

Leggo il libro dello storico dell’Università del Salento Bruno Pellegrino, Leali o ribelli. La Chiesa del Sud e l’Unità d’Italia, Galatina, Congedo Editore, 2011, pp. 492, dopo il 17 marzo 2012,  quando al Quirinale è già stato pronunciato l’ultimo discorso, benedetto dalla Chiesa cattolica, celebrativo del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, - l’identità nazionale italiana è radicata nella tradizione cattolica, ha detto papa Ratzinger -; e penso a quanta acqua è passata sotto i ponti del Tevere dai lontani giorni del 1861, quando l’Unità d’Italia fu vista dalla Chiesa come la fine del proprio potere temporale, una rivoluzione catastrofica per gli assetti sociali e religiosi della Penisola.

Il libro in questione è il numero 100 della collana di Saggi e ricerche diretta dallo stesso Pellegrino per il Dipartimento di Studi Storici dal medioevo all’Età contemporanea dell’Ateneo lupiense e si può considerare come un dono del medesimo dipartimento allo storico, che ne ha diretto le attività per molti anni, per il suo sessantacinquesimo compleanno. Prova ne sia la Tabula gratulatoria posta all’inizio del volume, nella quale ricorrono numerosi  i nomi di studiosi e colleghi del festeggiato; e il saggio finale firmato da Francesco Gaudioso e Francesco Mineccia, Nota sull’autore. Profilo accademico di Bruno Pellegrino (pp. 477-492), nel quale i due colleghi tracciano un ritratto dell’autore attraverso la disamina di tutta la sua vita di studioso e di organizzatore di cultura. Quale miglior dono per uno storico che vedersi ristampare in un solo volume due suoi vecchi libri, non più in commercio, riguardanti i primi giorni dell’Unità d’Italia, e per giunta nel centocinquantesimo anniversario dalla nascita del nostro Stato?

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Gianni Seviroli: con Napoli nel cuore PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 28 Marzo 2012 11:20

[in “Il Paese Nuovo” 2 marzo 2012]

 

“Il poeta buongustaio” (Panico Editore, 2011),  è l’opera prima di Gianni Seviroli, insegnante e musicista che vive e lavora a Maglie, in provincia di Lecce. Anche se parlare di opera prima può sembrare riduttivo per un dinamico operatore culturale che da molti anni scrive e compone, tuttavia questo è il suo primo lavoro organico apparso in volume. E la materia trattata, come si evince dal titolo dell’opera, è affatto originale: quella culinaria, declinata in versi endecasillabi, in terzine, quartine, sestine, a rime alternate o incatenate, strambotti, rispetti, che da un lato testimoniano, in barba alla leggerezza della materia trattata, una notevole padronanza da parte dell’autore delle tecniche di versificazione, la metrica insomma, e della tenuta poetica dei componimenti, e dall’altro confermano la predisposizione dello stesso alla musicalità e al ritmo, che gli viene dalla sua seconda (o prima?) attività artistica suffragata da ampi consensi di pubblico e riconoscimenti di critica, non solo in ambito salentino. Come dire, la varietà del metro,  i tempi interni ad ogni componimento, la facilità della scansione matematica in sillabe, rispondono al suo lungo apprendistato musicale e al fatto di avere, egli, un orecchio allenato, appunto, a cogliere e ad imprimere gli accenti ritmici più giusti all’andamento dei suoi componimenti; e come i versi più brevi danno alle poesie un ritmo più veloce e brioso, simile a quello di un rock ( in 4/4, per dirla in termini musicali), i versi più lunghi invece danno alle poesie un ritmo più lento, simile a quello della prosa (che in musica si tradurrebbe in 9/14).

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Come una preghiera: per Maria Rita Bozzetti PDF Stampa E-mail
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Sabato 24 Marzo 2012 14:11

Una poesia come una preghiera. Un rapporto intimo del pensiero con le cose che sono e che non sono, con quelle del principio e con quelle della fine, con gli interrogativi senza una risposta sulla vita e sulla morte, sulla disperazione e sulla speranza, sul tempo e sul vuoto, sulla superficie e la profondità. E poi sulla parola: sulla sua capacità di ferire e di guarire, di accusare e d’incantare, d’illudere, di sprofondare nel segreto dell’esistere non per rivelarlo ma per raccontarlo, per dire che tutto comincia da un mistero, che tutto finisce in un mistero.

Segmenti ex temporanei (Campanotto editore) di Maria Rita Bozzetti è un libro  maturo e in quanto tale essenziale. E’ una poesia di sentimenti e sensazioni, di emozioni e occasioni interiori che diventano un metodo per guardare il mondo. Dal mondo che vede e che sente, a volte si fa impaurire e a volte si lascia incantare, Maria Rita Bozzetti. L’inquietudine e lo spavento sono determinati da quella dimensione dell’assurdo che eventi e fenomeni spesso manifestano. E’ assurda la violenza, l’indifferenza, è assurda la dissonanza tra l’uomo e la natura.

E’ incantevole l’infanzia e soprattutto la sua memoria, la convinzione che il senso della propria storia è scritto tutto lì, nel tempo del principio, nel lievito della sensibilità e dell’emozione.

Perché poi è attraverso l’emozione che Maria Rita Bozzetti stabilisce una relazione con l’universo della quotidiana consuetudine o con gli interrogativi sul significato radicale dell’esistenza, con gli astratti paesaggi dell’oltre e dell’ulteriore, dell’altrove, dell’incertezza a cui conduce la ragione, delle indimostrabili certezze della fede. Ma soprattutto la poesia è nella condizione dell’umiltà: nello sguardo che attraversa la distanza che separa dall’orizzonte e che non vuole scoprire l’orizzonte ma soltanto guardarlo, stringerlo in un frammento di ricordo, farne essenzialità d’immagine, trasalimento per un colore, per una trascoloranza, una striatura.

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La voce dell’Eterno in due romanzi di Maria Francesca Mariano PDF Stampa E-mail
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Sabato 10 Marzo 2012 12:45

Per lo scorso Natale Maria Francesca Mariano ha regalato ai lettori due storie racchiuse in un solo libro dal titolo Ha visto e non ha taciuto, esordendo così per Liux Edizioni di Roma (novembre 2011). Si tratta di due racconti lunghi, che non sbaglieremmo a definire romanzi, il primo dal titolo Andromeda (pp. 5-213), il secondo Flora (pp. 215-374), titoli corrispondenti ai nomi delle due protagoniste femminili.  La storia di Andromeda è narrata in terza persona, quella di Flora, invece, è narrata dalla stessa protagonista, Flora, in prima persona.

In realtà, sebbene la scrittrice abbia voluto nascondersi dietro i personaggi, nel passaggio da un racconto all’altro sembra di sentire la medesima voce, e non può che essere la voce della scrittrice, che la finzione narrativa non riesce del tutto a eclissare. Parlando congiuntamente delle due eroine farò l’operazione inversa rispetto a quella tentata da Maria Francesca Mariano, cercherò di rivelare quanto la finzione tenta di dire nel nascondiglio dell’opera, della trama e dei personaggi, ovvero il mondo della scrittrice.

Andromeda e Flora sono due giovani donne pienamente affermate in campo professionale: la prima, discendente da una nobile famiglia, è un primario cardiochirurgo di fama internazionale, la seconda è un’imprenditrice e presiede l’industria di famiglia leader nel campo degli arredamenti di interni; entrambe si muovono tra ville al mare e in campagna, tra palazzi antichi e appartamenti di città con tanto di servitù, realizzate nel lavoro quanto insoddisfatte del loro rapporto col mondo. Il mondo, infatti, non è tenero con loro e le due donne devono far fronte all’invidia dei colleghi medici (Andromeda) o dell’amica Sara (Flora). Il primario e l’imprenditrice sono due donne bellissime e desiderose di amore, se l’amore, quello puro e scevro da compromessi con le cose terrene, fosse facilmente realizzabile in questo mondo.

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Il Salento e il fascismo PDF Stampa E-mail
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Martedì 06 Marzo 2012 07:13

[in “Il Paese Nuovo”,  1 novembre 2011]

 

“Manganello, manganello che rischiari ogni cervello sarai tu sempre il suggello che punisce la viltà”. Con questo canto delle squadre fasciste, si apre questo libro di Salvatore CoppolaBona mixta malis. Fascismo, antifascismo e chiesa cattolica nel Salento, per la collana “Cultura e Storia”, della Società di Storia Patria per la Puglia – sez. di Lecce, da Giorgiani Editore, ultimo lavoro (realizzato con la collaborazione di Emanuela Specchia) di uno studioso di lungo corso, esperto di storia patria, che ritorna ad occuparsi di argomenti locali dopo una lunga parentesi di studi di carattere internazionale. L’autore, infatti,  già docente di Filosofia e Storia nel Liceo Capece di Maglie, ha vissuto  per alcuni anni a Madrid, dove ha insegnato Storia e Filosofia nel Liceo Statale Italiano e in quella terra ha continuato il suo lavoro di ricercatore, occupandosi dei rapporti diplomatici fra Spagna e Italia nel Novecento.  In particolare, ha pubblicato nel 2007, “Entre la religiòn y la politica. I rapporti della Santa Sede con Italia, Germania e Spagna tra il 1929 e il 1945” (Edipan) , pubblicato prima in Spagna e poi in Italia, che tratta degli anni del pontificato di Pio XI, e nel 2009,El Pontifice sumamente bondadoso. Diplomazia, chiesa e politica ai tempi di Giovanni XXIII (1958-1963)”( Edipan) , sugli anni del pontificato di Giovanni XXIII. Salvatore Coppola, originario di Diso, si è occupato soprattutto della storia del movimento sindacale salentino e delle lotte contadine per la riforma agraria, con diverse opere, come:  “Leghe contadine del Basso Salento agli inizi del secolo” (Lecce 1977), “La rivolta di Tricase” (Lecce 1981),  “Conflitti di lavoro e lotta politica nel Salento nel primo dopoguerra” (Lecce 1983), “Il movimento contadino in Terra d’Otranto dal 1919 al 1960” (Cavallino 1992), “Quegli uomini coperti di stracci” (Castiglione 1997), “Pietro Refolo, una vita per la democrazia. Le origini della CGIL nel Salento” (Lecce 1998), “Politica e violenza nel Capo di Leuca all’avvento del fascismo” (Castiglione 1999), “Il gruppo dirigente del PCI salentino” (Leverano 2001), ecc.

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