Programma maggio 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Maggio 2022 Mercoledì 4 maggio, ore 18:30, Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse: dott. Massimo Graziuso,... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea dei Soci 22 aprile 2022
Convocazione Assemblea dei Soci   L’Assemblea dei Soci è convocata nella Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse venerdì 22 aprile alle ore 16,00 in prima convocazione e 17,00 in... Leggi tutto...
Programma Aprile 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Aprile 2022 ●       Venerdì 1 aprile, ore 17:00, Officine di Placetelling - L’Università del Salento... Leggi tutto...
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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
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Occasioni artistiche salentine PDF Stampa E-mail
Arte
Sabato 02 Aprile 2011 12:07


1. So-stare, raccontare…

Questo scritto fa parte del Catalogo “Sostareasud”, a cura di Marinilde Giannandrea, pubblicato in occasione della mostra pittorica di cinque artisti salentini (Corrima, Rosamaria Francavilla, Romano Sambati, Fernando Schiavano, Carlo Michele Schirinzi. ) tenutasi dal 23 maggio al 21 giugno 2010 a Galatina presso la Galleria d’Enghien.

 

Sarebbe interessante sapere quanto nella nostra vita avvenga per elezione e quanto invece per necessità. Mettere un quanto e l’altro sui piatti di una bilancia e vedere quale dei due pende di più: sarebbe istruttivo e ridimensionerebbe molta nostra prosopopea.

 

Partire o rimanere? Non ho mai saputo se dipenda dalla volontà o dalla necessità. L’appello più volte reiterato nella storia recente: “Partite, partite, andate al Nord!” rientra in quelle forme di esortazione che mirano a conservare interessi consolidati formatisi in loco. Diffidiamone! Restare, poi, per fare che cosa, se non ce n’è bisogno? Facciamo come gli uccelli, che migrano, sempre tornando, e so-stano, né più né meno!

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Nel giardino dell'Eden 5 PDF Stampa E-mail
Ecologia
Giovedì 31 Marzo 2011 19:12

Ciclisti a Lecce

 

Se la mattina, verso le 8.30, e la sera, verso le 18.30, vedete un ciclista con zaino sulle spalle e un caschetto azzurro, destreggiarsi nel traffico tra il centro di Lecce e Ecotekne, bè, quello sono io. Ho scelto la bicicletta per muovermi tra casa e ufficio, all'Università. Quei quaranta minuti, tra andata e ritorno, sono la mia ginnastica quotidiana, e ne sono molto contento. Anzi, sarei molto contento se non ci fosse qualche problemino lungo il mio tragitto. Prima di tutto il fondo stradale. All'ingresso di Lecce, dopo la salita da Monteroni, la strada è dissestata in modo quasi intollerabile per la parte del corpo che poggia sul sellino. Ma se l'abbiamo appena asfaltata! potrebbe dirmi un solerte amministratore. Sì, è vero, ma l'asfalto liscio è solo al centro. La parte destra della carreggiata, quella dove devono andare i ciclisti, è rimasta dissestata. Se cerco di stare sul "liscio" le auto mi passano a un millimetro di distanza, per sorpassarmi. D'altronde devo stare molto attento a tenere bene la destra, perché l'apertura improvvisa di uno sportello è sempre in agguato. Le rotonde sono un incubo.

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Missili umanitari PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Mercoledì 30 Marzo 2011 12:16

Ecco, ancora insieme, due parole in sé contraddittorie, due parole che sommano violenza e ipocrisia: guerra umanitaria. Come può definirsi umanitaria una guerra, se è mille volte provato che comunque i cosiddetti attacchi mirati non risparmiano i civili, e comunque seminano distruzione? La guerra, ogni guerra, qualunque sia la giustificazione o il limite o la ragione di volta in volta invocati, è distruttiva: di vite umane e animali, di risorse, di ambiente, di natura, di paesaggio, di storia. La buona coscienza democratica occidentale va dicendo, nel caso della Libia, che, se questo accade, è un sacrificio non voluto, né preventivato, e comunque l’obiettivo è colpire solo basi militari e strutture di difesa per attuare la no fly zone, rendere impotente il raìs, bloccare il massacro di insorti, aiutare gli stessi a portare a termine il sogno di una democrazia appena pronunciato. Aiutare gli insorti: benissimo, ma perché non diffondendo le loro ragioni, tessendo rapporti con loro, conoscendo bene la loro composizione politica e i loro obiettivi, facendo propria la loro causa democratica? La guerra dischiude un teatro di violenza che genera violenza, e le stesse insurrezioni pacifiche vengono trascinate nel vortice bellico.

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Il “ritorno” di Michele Saponaro PDF Stampa E-mail
Sallentina
Martedì 29 Marzo 2011 14:11

[Relazione letta in occasione dell’Incontro di studi “Uno scrittore e la sua terra. Omaggio a Michele Saponaro” (San Cesario di Lecce, 14 dicembre 2007), confluita poi in Modernità del Salento. Scrittori, critici, artisti del Novecento e oltre, Galatina, Congedo Editore, 2009, pp. 45-53].

 

 

La manifestazione di questa sera vuole avere il senso di un doveroso omaggio a Michele Saponaro da parte del suo paese natale e da parte della terra salentina che questo scrittore per primo all’inizio del Novecento impose con le sue opere di narrativa all’attenzione nazionale inserendola in una ideale “geografia” letteraria accanto ad altre regioni italiane più celebrate, come la Sicilia di Verga e di Capuana, la Sardegna della Deledda, l’Abruzzo di D’Annunzio (e non a caso ho citato questi autori che furono indicati dai critici all’inizio come modelli per Saponaro). È questa anche, se non ci sbagliamo, la prima volta dopo la morte dello scrittore avvenuta nel 1959, che San Cesario celebra degnamente questo suo illustre figlio, se si eccettua la ristampa di un suo romanzo, Adolescenza, nell’ormai lontano 1983 che uscì con il patrocinio del Comune su iniziativa dell’Associazione Pedagogica “G. Battista De Giorgi”, a cura di Michele Tondo, presso l’editore Congedo di Galatina. Ma questo è solo il momento iniziale del processo di recupero e  valorizzazione dello scrittore che culminerà con un Convegno nazionale di Studi e una serie di altre manifestazioni che si terranno tra due anni, nel 2009, in occasione del cinquantenario della sua  scomparsa.

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Lezione di Marco Graziuso: Leggere poesia PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Martedì 29 Marzo 2011 05:53

Lezione di lunedì 28 marzo 2011

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Aneddoti piscatori PDF Stampa E-mail
I mille racconti
Domenica 27 Marzo 2011 17:54

PISCINA  AMMORBATA

 

Si erano appena diradate le ombre della notte quando partimmo per Castro. C'era anche il piccolo Nevio, tirato giù dal letto a fatica. A luce fatta, eravamo sullo spiazzo antistante la scaletta che porta verso la grotta della Zinzulusa. Un mattino luminoso come non mai ci permetteva di andare oltre il mare e 'toccare' le coste albanesi. Scendemmo sul piccolo pianoro a ridosso della scogliera a picco, e da lì cominciai a buttare malote e pulici in mare, allo scopo di far avvicinare il pesce. Sul più bello, da sopra, un tizio cominciò ad inveire contro di me; poi scese furibondo con l'intento di buttarmi in mare.

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Lezione di Raimondo Rodia: Maschere, segni esoterici e magici: un mondo nascosto da svelare PDF Stampa E-mail
Raimondo Rodia: Un mondo che non c'è più...
Sabato 26 Marzo 2011 14:09

Lezione di mercoledì 23 marzo 2011

 

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Lezione di Fabio Dell'Erba: Verso un'Architettura sostenibile PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Martedì 22 Marzo 2011 07:30

Lezione di lunedì 21 marzo 2011.

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Dolceamara trasparenza. Sulla poesia di Sandro Penna PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Domenica 20 Marzo 2011 07:40

[Pubblichiamo il testo della relazione di Antonio Prete letta al Convegno su Sandro Penna organizzato dal Dipartimento di Italianistica dell'Università di Montpellier 3 il 18 febbraio 2011.]

 

Alla poesia di Sandro Penna non si addice l’esegesi. Ogni movimento interpretativo che accerchi con le sue volute interrogative  quella poesia, è come un’ombra che fa opaco quel che è trasparente, ingrigisce quel che è luminoso, offusca e ingorga quel che trascorre in limpidezza e semplicità. Perché la poesia di Sandro Penna, è, come quella degli antichi greci, come quella di Leopardi erede degli antichi greci, fatta di quella particolare sostanza –sostanza linguistica, meditativa, musicale - che sa unire levità e profondità, grazia e sguardo incantato e malinconico sul mondo, sul suo enigma, sulla sua apparenza di luce e di declino, di gloria e di miseria. Un sapere senza sapere. Una relazione con il proprio sentire che cerca l’armonia col sentire delle cose. Dinanzi a questa sostanza poetica che pare, come la leopardiana ginestra, contenta del deserto, cioè consapevole della finitudine e tuttavia intenta a mandare intorno  il suo profumo, l’ascolto è forse l’attitudine più adeguata. Se nell’ascolto –ascolto del verso, della sua musica, del suo dire leggero e sofferente- prende forma, e lingua, una risonanza, forse una replica, è a questa risonanza, a questa replica, che occorre dare voce. E dunque rileggere Penna comporta da sé lasciare, intorno ai margini bianchi che circondano i suoi distici, le sue quartine, i suoi appunti poetici, alcuni segni, alcuni pensieri. Segni  e pensieri che possono prendere forma di parola, ed essere controcanto talvolta, oppure semplici annotazioni  a matita.

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IL RE SCRIVE. LA CORRISPONDENZA DEL RE ELLENISTICO PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Antica
Sabato 19 Marzo 2011 17:09

[Questo scritto, adattato per il sito web dell’Università Popolare di Galatina, rappresenta la sintesi di alcuni miei interventi presentati in occasione di convegni, in Italia e all’estero, e nel corso di un ciclo di lezioni che ho tenuto a Parigi in qualità di «Professeur invité» presso il Collège de France. Tali interventi, e le lezioni parigine, li ho riuniti e pubblicati in volume: Le roi écrit. La correspondance du souverain hellénistique, («Studi Ellenistici» XXV), Pisa-Roma 2011].

 

Dopo le due pietre miliari rappresentate da I re taumaturghi di Marc Bloch (1924) e da I due corpi del re di Ernst Kantorowitz (1957), sono gli studi magistrali di Jacques Le Goff che hanno definito il re e la regalità medievale, la struttura, l’ideologia, le pratiche. La voce Roi a firma di Le Goff nel Dictionnaire raisonné de l’Occident Médiéval (1999; trad. it. 2004) rappresenta una sintesi particolarmente efficace e istruttiva. Utilizzerò i contenuti di questa voce per una breve comparazione, pur sempre esteriore, con le caratteristiche del basileus ellenistico, avvertendo, però, che da questo gioco del confronto sono ovvvimente esclusi i tratti più caratteristici e proprî delle due forme di regalità: il “sacro” della regalità medevale e la “orientalizzazione” della regalità macedone messa in atto da Alessandro ed ereditata dai re ellenistici.

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