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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
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Nel giardino dell'Eden 3 PDF Stampa E-mail
Ecologia
Lunedì 14 Marzo 2011 17:02

 

Darwin vietato ai minori

 

Sta per uscire un film su Darwin, si chiama The Creation. Darwin, ogni tanto, ha usato la parola Creazione per riferirsi alla Natura, nel suo libro più importante. Ho visto il trailer del film, disponibile in rete. Se si cerca su un sito statunitense si vede anche la classificazione assegnata dall'organo di controllo che valuta i film: PG. PG vuol dire Parental Guidance, e ammonisce che un minore di 13 anni deve guardare il film sotto la guida di un genitore, perché altrimenti potrebbe essere turbato. Non so bene se nel film ci siano scene di sesso estremo, o gesti di particolare violenza, ma non credo. Temo che la minaccia per i giovani sia l'idea proposta da Darwin: l'evoluzione. Un'idea pericolosa. Questa stessa posizione fu condivisa da Letizia Moratti quando, da Ministro dell'Educazione (o della Pubblica Istruzione), decise che fosse meglio togliere l'evoluzione dai programmi della scuola dell'obbligo. Era meglio non turbare le giovani menti con idee e concetti destabilizzanti. Ovviamente nello stesso percorso didattico restava l'ora di religione, con tanto di Creazione.

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Le Nuove Fiamme di Lodovico Paterno PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Domenica 13 Marzo 2011 17:51

Il Cinquecento è  “la stagione di un Petrarca non tradito”[1]. Così Contini chiudeva in una sentenza un secolo di letteratura. Notevoli e più recenti studi sul petrarchismo napoletano hanno in realtà rivelato un modello drammaticamente compromesso.

Già la lirica napoletana di età aragonese riconosceva in Petrarca il suo paradigma ma  mescidava il modello con nuove auctoritates,  connotandosi così oltre che per un inconsueto ibridismo, per uno sperimentalismo vivace e gravido di quelle soluzioni che, più mature, saranno, più tardi, il corpo e l’anima dell’esperienza manierista.

Gli studi di Maria Corti[2] e l’importante monografia di Marco Santagata[3] hanno mostrato come nella Napoli del ‘400 Petrarca non fosse che una delle componenti del petrarchismo profondamente coinvolto, quest’ultimo, in un confuso gioco di metamorfosi.

Santagata in particolare ha parlato di un processo di ‘lessicalizzazione’ del Petrarca, della riduzione a vocabolario del tessuto espressivo e tematico dei Fragmenta[4]. Le prove nelle quali si esercitarono i lirici napoletani  di età aragonese prima e più intensamente  quelli cinquecenteschi poi, consistettero, dunque, in una moltiplicazione incontrollata e sconsiderata delle strutture, dei moduli lessicali, retorici e tematici del Petrarca e che finì con l’esaurire tutte le possibilità combinatorie di quel codice, ormai sterile repertorio di materiali e segni vuoti   e con lo svilimento semantico della poesia dei Fragmenta.

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PASCOLI E LA LIRICA CORALE PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Venerdì 11 Marzo 2011 17:32

Nell’ambito della costante attenzione rivolta dal Pascoli al mondo classico come fonte di imitazione e di ispirazione, un ruolo centrale assume la sperimentazione metrica. È noto il suo tentativo di riprodurre i metri classici sulla base di una teoria che riconosce anche nella lingua italiana la quantità sillabica, con l’individuazione di sillabe lunghe, brevi, comuni o ancipiti. Tale teoria è sviluppata nella Lettera a Giuseppe Chiarini, che reca il sottotitolo chiarificatore Della metrica neoclassica. Una ricca esemplificazione è nelle Regole di metrica neoclassica che la accompagnano. In esse, dopo una introduzione sulla prosodia, sono presi in esame i seguenti metri (secondo la stessa terminologia pascoliana): esametro dattilico, pentametro, trimetro giambico, coliambo o trimetro giambico zoppo, dimetro giambico, settenario trocaico, e poi i versi catulliani e oraziani.

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Nel giardino dell’Eden 2 PDF Stampa E-mail
Ecologia
Giovedì 10 Marzo 2011 11:06

L’uomo è un animale curioso

 

L’Italia spende poco in ricerca e quel poco è quasi tutto dedicato alla ricerca applicata. La ricerca di base viene messa in secondo piano e considerata inutile. Ma chi vive al di fuori del mondo della ricerca sa davvero cosa significa “ricerca di base”? In inglese viene anche etichettata come “ricerca per soddisfare la curiosità”. Noi sappiamo tante cose, ma tante altre non le sappiamo. La scienza è il modo con cui l’uomo cerca di diminuire l’ignoranza, anche se la filosofia ci insegna che più conosciamo e più ci rendiamo conto di sapere veramente poco. Se si riesce a rispondere a un quesito, si finisce per trovare che la risposta ha generato dieci altri quesiti, e ogni ulteriore risposta innesca altre domande, in una sequenza che non ha mai fine. La vera saggezza, ancora ce lo insegnano i filosofi, consiste nel sapere di non sapere e nell’essere umili di fronte al mondo. Umili e curiosi.

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Sugli scogli 2 PDF Stampa E-mail
I mille racconti
Mercoledì 09 Marzo 2011 08:22

INSIDIE  SUL  MARE

 

Sono un uomo libero, per trent’anni imprestato alla scuola. Mi sarebbe piaciuto vivere sul mare e perdermi in luoghi ameni, ma il mio lavoro era sempre, o quasi sempre, riconducibile a spazi angusti adattati a nobili usi; ne sopperivo rinunciando ad alcune cose e preferendone altre; infatti non dichiarai mai la mia disponibilità, nelle ore di buco, a supplire docenti assenti e, non a caso, aderivo agli scioperi della scuola da qualunque parte venissero indetti. Sono fatto così, forse indotto da sete di libertà o da innata avversione al potere. Quelle ore di buco erano mie e me le gestivo nel modo più congeniale al mio sentire: passeggiando nella campagna circostante, per poi rientrare in classe rigenerato. Quando ne ebbi due concomitanti, le accettai senza batter ciglio, al contrario di chi vedeva le ore di buco come una maledizione.

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8 marzo 2011 – ANCORA 100 ANNI!? PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Martedì 08 Marzo 2011 10:17

E va bene, come al solito le istituzioni arrivano in ritardo, e se noi abbiamo festeggiato nel 2008 i cento anni dell'otto marzo giornata internazionale della donna, loro se ne accorgono adesso. L'Unione europea ad esempio non trova di meglio che festeggiare questo centenario rivisto con un convegno sulla leadership femminile...

Tocca ancora una volta prendere le distanze e partire da noi: sembra ormai assodato che le donne sono protagoniste, magari con una autonoma vendita del proprio corpo al potente di turno per fare carriera, diventare persino ministre... Se quello di inchinarsi, vendersi, ossequiare e servire in ogni modo i potenti per accedere ad una fetta di potere sembra ormai l'attività più consolidata e redditizia, gestita in forme diverse da uomini e donne, ma con lo stesso squallido esito, bisogna dire che cresce il disagio e la presa di distanza delle persone comuni, delle donne che hanno una vita normale, cercano un lavoro, hanno un compagno, dei figli, e contano sulle proprie capacità e competenze per riuscire nel mondo. Diventa quasi impossibile non parlare di questo nell'Italia di oggi, anche se il tema, in modo meno brutale ed ostentato, non è certo soltanto italiano.

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“Non ha l’ottimo artista alcun concetto…”: il platonismo estetico-erotico di Michelangelo PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Martedì 08 Marzo 2011 08:54

[Lezione di mercoledì 24 novembre 2010]

La seconda domenica di Quaresima del 1547 Benedetto Varchi legge all’Accademia Fiorentina la sua Lezione sopra  “uno sonetto di Michelangelo e della maggioranza delle arti”.

Le lezioni varchiane rappresentano, a tre anni dalla pubblicazione delle vite vasariane, la definitiva consacrazione del mito michelangiolesco ma si configurano altresì come il primo di numerosi lavori esegetici del sonetto forse più noto del corpus lirico buonarrotiano.

Se la seconda lezione varchiana è il tentativo di giungere a formulare una normativa  di valore universale che fornisca la giustificazione teorica a una definitiva equiparazione di scultura e pittura in virtù della loro comune nobiltà e intellettualità, la prima è una vera esplicazione didascalica di quello che il sonetto per il nostro erudito professa; prima di addentrarsi nelle pieghe della sua dissertazione critica Varchi disputa  lungamente della natura di amore, dei suoi gradi confermando la matrice aristotelica ed eclettica del suo pensiero.

Il commento si apre con l’augurio che retoricamente  Varchi volge a se stesso di riuscire a parlare più estesamente di ciò che invece il maestro in breve parole ha  ripiegato  e stretto nella sua poesia e procede tortuosamente in un labirinto di citazioni di autori tra i quali dopo Aristotele, Lucrezio, Averroe,  e  Dante, indubbie fonti di cui Michelangelo poeta ha beneficiato lungo la parabola della sua vita.

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VITTORE FIORE LA QUESTIONE MERIDIONALE LA POESIA IL SOCIALISMO PDF Stampa E-mail
Sallentina
Lunedì 07 Marzo 2011 09:08

 

«Caro, carissimo Maurizio, / bello, forte e fresco il tuo poemetto dedicato al tuo, al nostro Antonio. La tua ostinata (e rispettabile) obbedienza ai linguistici giuochi poco toglie all'empito della poesia. / Grazie per quanto tu ed Ada fate per presentare nelle scuole “Il Nuovo Risorgimento”, che contiene firme salentine care alla mia memoria. / Fammi sapere del convegno sull'opera di Antonio. / Con Ada abbimi tuo / Vittore». Era il 15 giugno 1995 quando Vittore m’inviò questa lettera. Da poco, da appena due anni (9 maggio 1993) Antonio L. Verri se n’era andato via per sempre da questo mondo. Proprio Vittore lo aveva ricordato con commozione nella chiesa di Caprarica di Lecce, parlando a un numeroso pubblico di amici e compagni costernati e gemebondi davanti al feretro dell’uomo dei curli che ora non “curlava” più. In quell’occasione Vittore aveva pronunciato parole belle, poetiche, di grande, grandissimo spessore umano. Perché Vittore aveva amato Antonio Leonardo, ovviamente ricambiato con altrettanto affetto. La redazione de «La Gazzetta del Mezzogiorno» (cfr. quella dell’11 maggio 1993, Bari, p. 14), e la redazione di «Produzione e Cultura» [Rivista del Sindacato Nazionale Scrittori] (cfr. quella dell’anno VII, n. 3-4, maggio-giugno 1993, Roma, pp. 37-38), avevano pubblicato per intero la sua orazione funebre. La «Gazzetta» l’aveva intitolata “Qualcuno volò sul nido del ‘merlo’”, chiaro riferimento al titolo del film “Qualcuno volò sul nido del cuculo”.

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Nel giardino dell’Eden 1 PDF Stampa E-mail
Ecologia
Domenica 06 Marzo 2011 08:26

[Si pubblicano in questa rubrica, per concessione dell'autore, gli scritti di Ferdinando Boero già editi negli ultimi due anni sul "Quotidiano" di Lecce].

Introduzione: Se vuoi la Pace custodisci lAmbiente


Il Pontefice ha finito e iniziato l’anno [2009-2010] parlando di Pace. Tutti dicono che vogliono la pace. Il problema è: come ottenerla? I romani dicevano: se vuoi la pace prepara la guerra. Questa filosofia ha avuto molto successo. E ne ha anche oggi. Barack Obama ha ricevuto il Nobel per la Pace dicendo che la pace deve essere difesa anche con guerre giuste. Non c’erano ragionamenti da fare con i popoli impazziti che pensavano di dominare il mondo spazzando via tutti i loro avversari. I popoli: se ci fossero state libere elezioni, fuhrer, dittatori e imperatori avrebbero sicuramente ottenuto un plebiscito popolare. E quindi grazie America per averci liberato dalla nostra follia. Ci sono guerre giuste. Ma sono come un intervento chirurgico, si fa, ma poi bisogna tenere uno stile di vita che porti alla guarigione. Come promuovere la Pace, allora?, in modo che la Guerra non sia più necessaria per mantenerla?

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Sugli scogli 1 PDF Stampa E-mail
I mille racconti
Sabato 05 Marzo 2011 11:35

AGUGLIE  A  IOSA

Il mare la soggiogava da gennaio a gennaio, ma della pesca (tecnica e cattura) era totalmente a digiuno; poi, apprese le nozioni più elementari, ne fu totalmente posseduta. Non avendo impegni lavorativi, si concedeva qualche ora di sonno in più, specie nei mesi autunnali e d'inverno, e spesso mi rimproverava le mie levatacce, ma la passione della pesca diventava sempre più incontrollabile e, messe da parte le vecchie abitudini, Maria cominciò ad amare l'aria frizzante dell'alba e il mare anche in funzione della pesca. Le sue incombenze di primo mattino erano quelle di accudire alla casa e preparare qualche cosa da trovare pronta al rientro; e noi si tornava affamati, stanchi e affamati. Una conversione totale le sua, che spesso la portava a fare riflessioni a voce alta: “Alzarmi alle prime luci, dedicarmi ai fornelli in orari impensabili, 'sentire' la pesca come qualcosa di appagante..... chi mai lo avrebbe immaginato?”. La sua metamorfosi meravigliava anche me; ero contento di condividere con lei la grande passione della mia vita, una volta persi gli amici più cari.

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