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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
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Questa notte camminerò tra le stelle... PDF Stampa E-mail
Poesia
Giovedì 17 Febbraio 2011 18:51

A FIORELLA

(Nel giorno del suo diciottesimo compleanno)

 

Se appena l’estate si annuncia,

risplende il tuo giorno

della prima giovinezza.

Breve ed incerto il passato

ancora roseto con poche spine,

ancora non ama raccontarsi la vita,

disdegna i ricordi e la storia.

 

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Lezione di Claudio Tundo: Le cartelle esattoriali: istruzioni per l'uso PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Giovedì 17 Febbraio 2011 07:49

Lezione del 16 febbraio 2011

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Il Sud di Vittorio Bodini PDF Stampa E-mail
Sallentina
Lunedì 14 Febbraio 2011 08:25

A quarant’anni dalla morte dello scrittore

 

“Tu non conosci il Sud, le case di calce / da cui uscivamo al sole come numeri / dalla faccia d’un dado”: così incomincia La luna dei Borboni (Milano, Edizioni della Meridiana, 1952) di Vittorio Bodini, il maggiore scrittore salentino del Novecento, di livello nazionale e di respiro europeo, scomparso a Roma il 19 dicembre 1970, esattamente quarant’anni fa. E già da questi primi versi emerge il tema principale del suo primo libro poetico: il Sud. Questo motivo, a dire il vero, non era una novità assoluta nella letteratura italiana di quegli anni perché altri poeti, da Salvatore Quasimodo a Leonardo Sinisgalli a Alfonso Gatto, e altri narratori, da Carlo Levi a Francesco Jovine, lo avevano introdotto nelle loro opere, contribuendo a porre all’attenzione della nazione, nell’immediato secondo dopoguerra, il cosiddetto problema meridionale. Era completamente nuovo però il significato che esso aveva nel poeta leccese, perché il Sud di Bodini è una sua originalissima “invenzione”, come egli stesso rivendicò in una lettera a Oreste Macrì, datata “Lecce, 1 febbraio 1950”: “Ora questo Sud è mio; come le mie viscere; io l’ho inventato”.

 

Che significa allora Sud per Bodini? Intanto dobbiamo chiarire che Sud in lui equivale principalmente al Salento, che egli ha avuto il merito di inserire nella “geografia” letteraria del Novecento italiano. Perciò parlare del “Sud di Bodini” significa parlare innanzitutto del complesso, difficile, contraddittorio rapporto del poeta con la propria terra, col suo paese “così sgradito da doverlo amare”, come dirà in una poesia della Luna. Questo rapporto infatti non è stato sempre lo stesso, ma ha avuto una sua evoluzione, uno sviluppo che cercherò sia pure rapidamente di delineare.

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Creatività salentina PDF Stampa E-mail
Video vari (2010/14)
Venerdì 11 Febbraio 2011 18:44

Associazione "Amici della Musica" P. Cafaro - Galatina

Giovedì 10 febbraio 2011, Sala "Celestino Contaldo" del Palazzo della Cultura "Zeffirino Rizzelli" - Galatina

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BACCHELLI AI TEMPI DEI CALIFFI ALL’ITALIANA PDF Stampa E-mail
Musica e Teatro
Venerdì 11 Febbraio 2011 08:17

 

Le recenti cronache italiane hanno riportato alla ribalta il nome di Riccardo Bacchelli, letterato da molte parti ribattezzato il Dostoevskij nostrano, sia per le somiglianze di impianto narrativo tra la saga dei Fratelli Karamàzov e quella de Il mulino del Po, ma anche per stile e capacità di intima penetrazione delle tipologie umane. Non sono certo questi, ahinoi!, i termini che hanno fatto accendere i riflettori sul nostro autore, di ben altro tenore le ragioni, e così futili peraltro da non riuscire a illuminarne nemmeno di striscio la sagoma. Il nome di Bacchelli è quasi sempre associato alla legge che  da lui prende nome e che ha lo scopo di garantire un vitalizio ad artisti affermati ma disagiati economicamente. Alda Merini ne era, per esempio, una beneficiaria. Qualcuno ha sostenuto che anche Franco Califano, sedicente cantautore di noie e truci vicende di strada, dovesse essere un meritevole candidato, fortuna ha voluto che Striscia la Notizia, notiziario semiserio di Canale 5, abbia fatto irruzione nella sua casa romana (di proprietà) trovandovi un filippino al servizio. “Alla faccia dell'indigenza” ha gridato il telecronista e con lui tutti gli italiani! I riflettori ovviamente, dinanzi all'evidente maldestra fellonia, ben presto si sono spenti. Il nostro Ministro della Cultura e i suoi uffici, in altre gravose questioni intenti, poco si sono curati di cogliere la palla al balzo e rilanciare l'interesse per un letterato di valore i cui testi sono tutti fuori edizione. “Che stramberia! - avrà detto qualcuno - per quale motivo, dunque, una legge della Repubblica italiana prende nome da un autore di cui pochissimi ne conoscono le opere, addirittura fuori commercio?”. Le stramberie in Italia purtroppo sono all'ordine del giorno, la mia generazione ha ricevuto in eredità un paese lobotomizzato, dove le libertà individuali e collettive altro non sono che una continua e sfiancante mediazione tra poteri, dobbiamo mendicare financo il diritto alla parola di una cortesia, strano modo di estrinsecarsi della democrazia!

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Lezione di Pietro Giannini: La lirica greca arcaica PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Mercoledì 09 Febbraio 2011 23:01

Lezione di mercoledì 9 febbraio 2011

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Lezione di Maurizio Nocera: L'Unità d'Italia, il brigantaggio e il Risorgimento salentino PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Martedì 08 Febbraio 2011 07:45

Lezione di lunedì 7 febbraio 2011

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La mania erotica e la scienza moderna PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Antica
Lunedì 07 Febbraio 2011 14:41

Negli ultimi tempi alcuni servizi giornalistici e televisivi (1) hanno dato conto di ricerche scientifiche condotte sui meccanismi neurofisiologici e biochimici dell’amore, il quale, argomento sinora esclusivo di letterati e filosofi, è diventato oggetto di attente indagini da parte degli scienziati, in particolare di medici e psicologi.

Sul piano neurofisiologico due neurobiologi dell’University College di Londra hanno dimostrato che l’amore ha effetti evidenti sul cervello, di cui stimola quattro diverse regioni: una di esse è la stessa che “reagisce agli stati di euforia indotti da sostanze stupefacenti come la cocaina. Insomma, l’amore intossica” (2). Inoltre la passione amorosa riduce in modo significativo l’attività di una quinta area, collocata nella corteccia  prefrontale destra, che è normalmente iperattiva nei pazienti depressi: dal che la deduzione, fatta dall’articolista, che l’amore combatte la malinconia. Rispetto a queste reazioni non vi sono differenza significative tra uomini e donne: ciò dimostra che “l’amore, almeno a livello cerebrale, si manifesta senza distinzione di sesso” (3).

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Iuvenilia 4 Versi di scuola PDF Stampa E-mail
Poesia
Venerdì 04 Febbraio 2011 18:09


 

Anno scolastico 1990-'91

 

sul molle clivo di Brianza un giorno

U. Foscolo, Grazie, IV, v. 271

 

I
Aggiornamento

 

Tutto il giorno mi sono aggiornato,

ahimé, tutto il giorno!

 

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L’università e il mito meritocratico PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Lunedì 31 Gennaio 2011 08:24

[In http://www.popoliecostituzioni.blogspot.com]

 

Sulla cosiddetta riforma dell’Università, è bene sgombrare il campo da un equivoco: il suo reale obiettivo non è introdurre criteri di valutazione che premino il merito, bensì operare un depotenziamento del sistema formativo pubblico che non ha precedenti nella storia recente del Paese[1]. Depotenziamento che è già, in parte, passato attraverso la legge 33/2008, con la quale si è provveduto a sottrarre al sistema universitario pubblico circa un miliardo e mezzo di euro, per il biennio 2010-2011, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di molti Atenei. I fondi recuperabili con la Legge di stabilità non serviranno a ripianare i bilanci degli Atenei italiani, ma, nella migliore delle ipotesi, ad arginare le proteste degli attuali ricercatori in ruolo, che hanno consentito – negli anni passati - la sopravvivenza di corsi di studio, svolgendo attività didattica non retribuita, e ai quali il Ministero offre oggi in cambio la messa ad esaurimento del loro ruolo. Peraltro – e non si tratta di un aspetto marginale – la riduzione dei finanziamenti è ‘lineare’, ovvero non tiene conto delle variabili di contesto (PIL procapite, tassi di disoccupazione) e, dunque, grava maggiormente sulle Università meridionali. La delegittimazione mediatica del sistema universitario pubblico (che regge sulla duplice retorica dei professori ‘baroni’ e ‘fannulloni’) sostiene questo disegno[2].

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