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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
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1861-2011 – 150° Anniversario dell’Unità d’Italia BRIGANTAGGIO E SECESSIONISMO PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Domenica 30 Gennaio 2011 08:48

[Relazione letta sabato 3 luglio 2010 durante l'inaugurazione della Mostra-convegno su "Brigantaggio meridionale e secessionismo" presso il Castello di Acaya (Lecce)].

 

Perché questo titolo? Cerco di spiegarlo descrivendo un viaggio fatto verso i luoghi che furono teatro principale del brigantaggio: la Basilicata. Il 17 giugno scorso, con alcuni amici sono andato a Matera per incontrare quel grande vecchio dell’azionismo meridionalista che è Leonardo Sacco. A Leonardo, su «La Gazzetta del Mezzogiorno» (25 giugno 2010), Pasquale Doria ha dedicato un’intera bella pagina, ripercorendo il suo percorso intellettuale e tracciando le tappe più importanti della sua lunga vita di militante scrittore e giornalista. Il mio incontro col grande vecchio (presenti il pittore Nello Sisinni e il dott. Rino Bianco, direttore del Museo della Siritide di Policoro) si è svolto nella sua casa, non lontano dai Sassi. Durante tutto il tempo dell’intervista, Leonardo ha praticamente parlato sempre lui. Ovviamente ne aveva ben diritto perché, dall’alto dei suoi 86 anni e, sapendo di essere l’ultimo vivente dei grandi meridionalisti, non poteva ascoltare le poche cose che noi avevamo da dirgli. Frapponendomi però tra un suo sospiro e l’altro sono riuscito a chiedergli cosa pensasse di questo nuovo ritorno del dibattito sul brigantaggio. «Cosa vecchia. Non durerà», è stata la sua risposta, aggiungendo: «Non è vero che la tematica e l’attuale dibattito sul brigantaggio suscitino fascino nelle nuove generazioni. Si tratta solo, almeno per il momento, di attenzione verso quelle vicende storiche. Non ci sono dubbi sul fatto che i briganti e in generale il moto di avversione agli eserciti sabaudi occupanti il Meridione d’Italia fu originale e spontaneo; che cinque anni di guerriglia contro quegli eserciti ben armati e ben attrezzati costarono la vita a migliaia e migliaia di contadini morti ammazzati.

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Pindinguli, zaranguli e scisciariculi PDF Stampa E-mail
Poesia salentina
Venerdì 28 Gennaio 2011 19:18

LA VOTTE DE LU TATA

 

Stu fattu ca vu cuntu

nun'ede nu segretu,

successe pressappocu

cinquant’anni arretu.

Intra la remessa

a n’angulu appartata

stava sula sula

la votte de lu tata.

Nun'era na beddha votte:

de forma sculumbata,

de retu era chiatta

de nanzi invece ‘nchiata.

“Difettu de quantu è nata”,

dicia lu tatu miu.

“Però lu vinu è bonu

e mi lu futtu iu”.

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Le delocalizzazioni. Le opinioni e i fatti PDF Stampa E-mail
Economia
Giovedì 27 Gennaio 2011 12:52

[in http://www.popoliecostituzioni.blogspot.com]

 

I commenti critici alle recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, in ordine alla scarsa redditività degli stabilimenti Fiat in Italia e alla conseguente necessità delle delocalizzazioni, si sono - per lo più - concentrati sulle capacità gestionali del management dell’azienda e sulla censurabilità di quelle dichiarazioni alla luce dei cospicui finanziamenti pubblici ricevuti in passato da Fiat.

Si tratta di rilievi condivisibili che, tuttavia, sembrano non tener conto di una considerazione che prescinde dal singolo caso e che può porsi nei seguenti termini: l’accelerazione dei processi di delocalizzazione industriale conferma che il capitalismo contemporaneo è sempre più caratterizzato dalla piena sovranità della grande impresa. Una piena sovranità che si manifesta anche mediante il potere che essa esercita sulle scelte di politica economica e, in particolare, di politica del lavoro[1]. Sono in molti a ritenere che gli assetti istituzionali e decisionali ereditati dal Novecento siano oggi inadeguati e che le norme giuridiche debbano adeguarsi alle ‘nuove’ esigenze di competizione delle imprese nell’economia globale. A ben vedere, si tratta di una opzione ideologica; d’altronde, non sempre ciò che è nuovo è necessariamente meglio di ciò che lo ha preceduto[2].

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Lezione di Ferdinando Boero: Lezione di Ecoeconomia PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Mercoledì 26 Gennaio 2011 22:37

Lezione di mercoledì 26 gennaio 2011

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Segni di una cittadinanza femminile: partecipare, includere, intraprendere PDF Stampa E-mail
Civiltà Giuridica
Martedì 25 Gennaio 2011 17:16

Cittadinanza è un’espressione carica di sedimentazioni storiche e sociali, una parola antica, che troviamo già nel mondo greco e che va di pari passo con il termine politica e democrazia. Generalmente letta come dipendente o coincidente con l’apparato dei diritti e, di conseguenza, anche dei doveri del soggetto politico che si è costituito in modo nuovo con la rivoluzione francese, la cittadinanza ha, invece, un significato molto più ricco e più carico di contenuti.

La cittadinanza, infatti, ancor più che motivo di inclusione e di esclusione dei soggetti rispetto a un tessuto di relazioni istituzionali funzionante da tutele, diritti e garanzie giuridiche, svela soprattutto il rapporto tra i soggetti e l’ordine politico sociale in cui le persone sono inserite; funge da banco di prova della possibilità di partecipazione politica e definisce aspettative, desideri e valori di cui sono i soggetti i primi portatori e non le istituzioni o le ideologie o i metodi astratti o le procedure normative.

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Docufilm "La politica del desiderio": interventi di Marisa Forcina, Fiorella Cagnoni e Sabrina Sanò PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Lunedì 24 Gennaio 2011 22:36

Lezione di lunedì 24 gennaio 2011

Per informazioni sul Docufilm "La politica del desiderio" clicca qui.

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Economia della natura? PDF Stampa E-mail
Ecologia
Domenica 23 Gennaio 2011 10:13

 

Le leggi dell’economia. La nostra vita è regolata da leggi accettate da tutti. Le leggi dell’economia, appunto. La più importante, e la più universalmente riconosciuta, è la legge della domanda e dell’offerta. Il prezzo di un bene viene deciso dalla volontà di pagare di chi lo desidera. Io posso dire che il mio gatto vale un milione di euro, ma se nessuno ha volontà di pagare quella cifra, il mio gatto non li vale davvero. Li vale se arriva il matto che se lo compra per quella cifra. Magari cento anni fa sarebbe stato impensabile pagare milioni per un tipo che prende a calci una palla. Prima degli anni sessanta, le indossatrici erano belle ragazze pagate quattro soldi che sbarcavano il lunario indossando abiti che non potevano acquistare per farli vedere a vecchie signore che non avevano voglia di provarli. Poi, all’improvviso, le modelle hanno acquistato un valore altissimo, perché qualcuno ha voluto QUELLA modella e, per averla, ha pagato moltissimo. E si è visto che se l’abito era portato da QUELLA modella, si vendeva molto di più. Si è venduta l’immagine. Qualcosa di immateriale che, prima, non era considerata molto vendibile.

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LA MORALE DELLA FAVOLA: LE TRADUZIONI DA SIMONIDE NEI CANTI LEOPARDIANI PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Venerdì 21 Gennaio 2011 19:40

[In Teorie e forme del tradurre in versi nell'Ottocento fino a Carducci, Atti del convegno Internazionale, Lecce 2-4 ottobre 2008, a cura di A. Carrozzini, Galatina, Congedo, 2010, pp. 235-251.]

 

A Maria Luisa Doglio


Odio gli arcaismi, e quelle parole antiche, ancorchè chiarissime, ancorchè espressivissime, bellissime, utilissime, riescono sempre affettate, ricercate, stentate, massime nella prosa. Ma i nostri scrittori antichi, ed antichissimi, abbondano di parole e modi oggi disusati, che oltre all’essere di significato apertissimo a chicchessia, cadono così naturalmente, mollemente, facilmente nel discorso, sono così lontani da ogni senso di affettazione o di studio ad usarli, e in somma così freschi, (e al tempo stesso bellissimi ec.) che il lettore il quale non sa da che parte vengano, non si può accorgere che sieno antichi, ma deve stimarli modernissimi e di zecca. Parole e modi, dove l’antichità si può conoscere, ma per nessun conto sentire. E laddove quegli altri si possono paragonare alle cose stantivite, rancidite, ammuffite col tempo; questi rassomigliano a quelle frutta che intonacate di cera si conservano per mangiarle fuor di stagione, e allora si cavano dall’intonacatura vivide e fresche e belle e colorite, come si cogliessero dalla pianta. E sebbene dismessi e ciò da lunghissimo tempo, o nello scrivere, o nel parlare, o in ambedue, non paiono dimenticati, ma come riposti in disparte, e custoditi, per poi ripigliarli. (28. Maggio 1821.).1

 

Tra le tante pagine dello Zibaldone che parlano di traduzione, ho scelto, per cominciare, una che di traduzione non parla. Parla, però, di arcaismi, e lo fa per dichiarare loro un’avversione che permette di mettere subito a fuoco un ostacolo davvero ingombrante che il Leopardi traduttore dei classici doveva affrontare nel corso del suo lavoro.

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Lezione di Beatrice Stasi: Lettori e letterati all'inferno: da Francesca a Bertran de Born PDF Stampa E-mail
Letture dantesche
Mercoledì 19 Gennaio 2011 22:30

Lezione di mercoledì 19 gennaio 2011

 

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Inaugurazione mostra antologica di Antonio Stanca (Castrignano de' Greci, 19 dicembre 2010) PDF Stampa E-mail
Video vari (2010/14)
Domenica 16 Gennaio 2011 15:17

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