Convocazione Assemblea dei Soci 22 aprile 2022
Convocazione Assemblea dei Soci   L’Assemblea dei Soci è convocata nella Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse venerdì 22 aprile alle ore 16,00 in prima convocazione e 17,00 in... Leggi tutto...
Programma Aprile 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Aprile 2022 ●       Venerdì 1 aprile, ore 17:00, Officine di Placetelling - L’Università del Salento... Leggi tutto...
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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
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Docufilm "La politica del desiderio": interventi di Marisa Forcina, Fiorella Cagnoni e Sabrina Sanò PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Lunedì 24 Gennaio 2011 22:36

Lezione di lunedì 24 gennaio 2011

Per informazioni sul Docufilm "La politica del desiderio" clicca qui.

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Economia della natura? PDF Stampa E-mail
Ecologia
Domenica 23 Gennaio 2011 10:13

 

Le leggi dell’economia. La nostra vita è regolata da leggi accettate da tutti. Le leggi dell’economia, appunto. La più importante, e la più universalmente riconosciuta, è la legge della domanda e dell’offerta. Il prezzo di un bene viene deciso dalla volontà di pagare di chi lo desidera. Io posso dire che il mio gatto vale un milione di euro, ma se nessuno ha volontà di pagare quella cifra, il mio gatto non li vale davvero. Li vale se arriva il matto che se lo compra per quella cifra. Magari cento anni fa sarebbe stato impensabile pagare milioni per un tipo che prende a calci una palla. Prima degli anni sessanta, le indossatrici erano belle ragazze pagate quattro soldi che sbarcavano il lunario indossando abiti che non potevano acquistare per farli vedere a vecchie signore che non avevano voglia di provarli. Poi, all’improvviso, le modelle hanno acquistato un valore altissimo, perché qualcuno ha voluto QUELLA modella e, per averla, ha pagato moltissimo. E si è visto che se l’abito era portato da QUELLA modella, si vendeva molto di più. Si è venduta l’immagine. Qualcosa di immateriale che, prima, non era considerata molto vendibile.

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LA MORALE DELLA FAVOLA: LE TRADUZIONI DA SIMONIDE NEI CANTI LEOPARDIANI PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Venerdì 21 Gennaio 2011 19:40

[In Teorie e forme del tradurre in versi nell'Ottocento fino a Carducci, Atti del convegno Internazionale, Lecce 2-4 ottobre 2008, a cura di A. Carrozzini, Galatina, Congedo, 2010, pp. 235-251.]

 

A Maria Luisa Doglio


Odio gli arcaismi, e quelle parole antiche, ancorchè chiarissime, ancorchè espressivissime, bellissime, utilissime, riescono sempre affettate, ricercate, stentate, massime nella prosa. Ma i nostri scrittori antichi, ed antichissimi, abbondano di parole e modi oggi disusati, che oltre all’essere di significato apertissimo a chicchessia, cadono così naturalmente, mollemente, facilmente nel discorso, sono così lontani da ogni senso di affettazione o di studio ad usarli, e in somma così freschi, (e al tempo stesso bellissimi ec.) che il lettore il quale non sa da che parte vengano, non si può accorgere che sieno antichi, ma deve stimarli modernissimi e di zecca. Parole e modi, dove l’antichità si può conoscere, ma per nessun conto sentire. E laddove quegli altri si possono paragonare alle cose stantivite, rancidite, ammuffite col tempo; questi rassomigliano a quelle frutta che intonacate di cera si conservano per mangiarle fuor di stagione, e allora si cavano dall’intonacatura vivide e fresche e belle e colorite, come si cogliessero dalla pianta. E sebbene dismessi e ciò da lunghissimo tempo, o nello scrivere, o nel parlare, o in ambedue, non paiono dimenticati, ma come riposti in disparte, e custoditi, per poi ripigliarli. (28. Maggio 1821.).1

 

Tra le tante pagine dello Zibaldone che parlano di traduzione, ho scelto, per cominciare, una che di traduzione non parla. Parla, però, di arcaismi, e lo fa per dichiarare loro un’avversione che permette di mettere subito a fuoco un ostacolo davvero ingombrante che il Leopardi traduttore dei classici doveva affrontare nel corso del suo lavoro.

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Lezione di Beatrice Stasi: Lettori e letterati all'inferno: da Francesca a Bertran de Born PDF Stampa E-mail
Letture dantesche
Mercoledì 19 Gennaio 2011 22:30

Lezione di mercoledì 19 gennaio 2011

 

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Inaugurazione mostra antologica di Antonio Stanca (Castrignano de' Greci, 19 dicembre 2010) PDF Stampa E-mail
Video vari (2010/14)
Domenica 16 Gennaio 2011 15:17

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Lezione di Gino Pisanò: La poesia di Giuseppe Greco (con letture dell'autore) PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Giovedì 13 Gennaio 2011 09:24

Lezione di mercoledì 12 gennaio 2011

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Lezione di Paolo Maria Mariano: Una casa lungo la Neva PDF Stampa E-mail
Lezioni di Epistemologia e Storia della Scienza
Venerdì 07 Gennaio 2011 22:29

Fuga dei cervelli e senso dell'istruzione: un esempio settecentesco

 

Università Popolare "Aldo Vallone" di Galatina, venerdì 7 gennaio 2011

 

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Linea d'orizzonte: elzeviri e meditazioni 2 PDF Stampa E-mail
Letteratura
Domenica 02 Gennaio 2011 10:27

Yves Bonnefoy:  il paese della lontananza

 

Di Yves Bonnefoy  potrei dire quello che Nietzsche diceva di Leopardi: amo poeti che pensano. Infatti la  poesia di Bonnefoy è un pensiero che mentre evoca presenze interroga i confini stessi del pensiero. Mentre ospita un albero, una pietra, uno spicchio di cielo, un colore scrostato di pittura, si spinge sulla soglia dell’invisibile, leggendo le sue ombre. Mentre ascolta un passo nella sera, un rumore di vento o d’acqua, mentre accoglie figure provenienti da un sogno, cerca un radicamento nel qui, nella opacità della terra. E allo stesso tempo libera l’ala dell’altrove, il pensiero dell’impossibile. E tutto questo accade nel ritmo aperto, da adagio meraviglioso, del verso. O nel ritmo di una prosa che ha portato la tradizione francese dell’ essai, del saggio, verso forme nuove. Verso forme in cui la descrizione di un’opera d’arte è racconto, il ricordo è meditazione, l’analisi è evocazione di figure e di luoghi, insomma la scrittura è esercizio di una libertà inventiva estrema, ma anche discreta, quasi confidenziale: esperienza che mette in campo un sapere conoscendo la fragilità del sapere, la sua debolezza dinanzi alla presenza insondabile del vivente.

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Bibliografia di Giuseppe Virgilio relativa agli scritti presenti nel sito www.unigalatina.it PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Venerdì 31 Dicembre 2010 10:13

Maestri del Novecento. Scritti politici e letterari

1. Gramsci e dintorni

Brescianesimo e lorianesimo negli scritti di Antonio Gramsci

- "Brescianesimo" politico e letterario da De Sanctis a Gramsci, in "Il Corriere di Galatina", Anno III N. 5 - 6 maggio 1976, pp. 3 e 4.

- Il lorianesimo da Engels a Croce ed a Gramsci, in "Il Corriere di Galatina", anno III, n. 11-12, 23 dicembre 1976, pp. 3 e 4.

Gramsci e la "questione del pane" nella prima guerra mondiale

 

- Gramsci e la "questione del pane" nella prima guerra mondiale, "Il Corriere Nuovo", anno VIII, 2, 28 febbraio 1985, p. 3.

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Scritti sulla scuola PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Giovedì 30 Dicembre 2010 09:14

I primi tre scritti qui raccolti, dal titolo No alla scuola di ieri per l'uomo di oggi (1974), Il ruolo del latino e Meditazioni di un commissario (Maturità classica 1975-76), devono essere considerati unitariamente come il frutto dell'entusiasmo e delle aspettative suscitati dalle novità legislative introdotte nella scuola alla metà degli anni Settanta, anni che videro per la prima volta nella storia d'Italia la scuola al centro del dibattito nel paese e una larga partecipazione popolare alle riforme in corso. Quale esito abbia avuto quella diffusa speranza,  lo si constaterà nell’ultimo intervento quasi un venticinquennio dopo, riportato più avanti col titolo Pensieri stravaganti sulla scuola. Al gennaio 1986 appartiene invece l'articolo La Chiesa e lo Stato e l'insegnamento religioso, ad un tempo cioè immediatamente posteriore al nuovo Concordato firmato il 18 febbraio 1984 sotto il pontificato di Giovanni Paolo II da Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio, ed entrato in vigore il 3 giugno 1985. A quattordici anni di distanza le nostre considerazioni ci sembrano mantenere inalterata la loro attualità, soprattutto in riferimento al dibattito sulla cosiddetta parità scolastica (1999).

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