Programma maggio 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Maggio 2022 Mercoledì 4 maggio, ore 18:30, Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse: dott. Massimo Graziuso,... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea dei Soci 22 aprile 2022
Convocazione Assemblea dei Soci   L’Assemblea dei Soci è convocata nella Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse venerdì 22 aprile alle ore 16,00 in prima convocazione e 17,00 in... Leggi tutto...
Programma Aprile 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Aprile 2022 ●       Venerdì 1 aprile, ore 17:00, Officine di Placetelling - L’Università del Salento... Leggi tutto...
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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
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Inaugurazione mostra antologica di Antonio Stanca (Castrignano de' Greci, 19 dicembre 2010) PDF Stampa E-mail
Video vari (2010/14)
Domenica 16 Gennaio 2011 15:17

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Lezione di Gino Pisanò: La poesia di Giuseppe Greco (con letture dell'autore) PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Giovedì 13 Gennaio 2011 09:24

Lezione di mercoledì 12 gennaio 2011

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Lezione di Paolo Maria Mariano: Una casa lungo la Neva PDF Stampa E-mail
Lezioni di Epistemologia e Storia della Scienza
Venerdì 07 Gennaio 2011 22:29

Fuga dei cervelli e senso dell'istruzione: un esempio settecentesco

 

Università Popolare "Aldo Vallone" di Galatina, venerdì 7 gennaio 2011

 

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Linea d'orizzonte: elzeviri e meditazioni 2 PDF Stampa E-mail
Letteratura
Domenica 02 Gennaio 2011 10:27

Yves Bonnefoy:  il paese della lontananza

 

Di Yves Bonnefoy  potrei dire quello che Nietzsche diceva di Leopardi: amo poeti che pensano. Infatti la  poesia di Bonnefoy è un pensiero che mentre evoca presenze interroga i confini stessi del pensiero. Mentre ospita un albero, una pietra, uno spicchio di cielo, un colore scrostato di pittura, si spinge sulla soglia dell’invisibile, leggendo le sue ombre. Mentre ascolta un passo nella sera, un rumore di vento o d’acqua, mentre accoglie figure provenienti da un sogno, cerca un radicamento nel qui, nella opacità della terra. E allo stesso tempo libera l’ala dell’altrove, il pensiero dell’impossibile. E tutto questo accade nel ritmo aperto, da adagio meraviglioso, del verso. O nel ritmo di una prosa che ha portato la tradizione francese dell’ essai, del saggio, verso forme nuove. Verso forme in cui la descrizione di un’opera d’arte è racconto, il ricordo è meditazione, l’analisi è evocazione di figure e di luoghi, insomma la scrittura è esercizio di una libertà inventiva estrema, ma anche discreta, quasi confidenziale: esperienza che mette in campo un sapere conoscendo la fragilità del sapere, la sua debolezza dinanzi alla presenza insondabile del vivente.

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Bibliografia di Giuseppe Virgilio relativa agli scritti presenti nel sito www.unigalatina.it PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Venerdì 31 Dicembre 2010 10:13

Maestri del Novecento. Scritti politici e letterari

1. Gramsci e dintorni

Brescianesimo e lorianesimo negli scritti di Antonio Gramsci

- "Brescianesimo" politico e letterario da De Sanctis a Gramsci, in "Il Corriere di Galatina", Anno III N. 5 - 6 maggio 1976, pp. 3 e 4.

- Il lorianesimo da Engels a Croce ed a Gramsci, in "Il Corriere di Galatina", anno III, n. 11-12, 23 dicembre 1976, pp. 3 e 4.

Gramsci e la "questione del pane" nella prima guerra mondiale

 

- Gramsci e la "questione del pane" nella prima guerra mondiale, "Il Corriere Nuovo", anno VIII, 2, 28 febbraio 1985, p. 3.

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Scritti sulla scuola PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Giovedì 30 Dicembre 2010 09:14

I primi tre scritti qui raccolti, dal titolo No alla scuola di ieri per l'uomo di oggi (1974), Il ruolo del latino e Meditazioni di un commissario (Maturità classica 1975-76), devono essere considerati unitariamente come il frutto dell'entusiasmo e delle aspettative suscitati dalle novità legislative introdotte nella scuola alla metà degli anni Settanta, anni che videro per la prima volta nella storia d'Italia la scuola al centro del dibattito nel paese e una larga partecipazione popolare alle riforme in corso. Quale esito abbia avuto quella diffusa speranza,  lo si constaterà nell’ultimo intervento quasi un venticinquennio dopo, riportato più avanti col titolo Pensieri stravaganti sulla scuola. Al gennaio 1986 appartiene invece l'articolo La Chiesa e lo Stato e l'insegnamento religioso, ad un tempo cioè immediatamente posteriore al nuovo Concordato firmato il 18 febbraio 1984 sotto il pontificato di Giovanni Paolo II da Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio, ed entrato in vigore il 3 giugno 1985. A quattordici anni di distanza le nostre considerazioni ci sembrano mantenere inalterata la loro attualità, soprattutto in riferimento al dibattito sulla cosiddetta parità scolastica (1999).

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Iuvenilia 3 Marine PDF Stampa E-mail
Poesia
Martedì 28 Dicembre 2010 09:00
Sulla duna

 

Spande profumo di resina e pino

il crepitio del fuoco. Stanotte

non è tempo di resistere.

In basso la battigia non ha tregua,

dall'incavo della rupe rari uccelli

notturni svolazzano tra i pini,

e le stelle continuano a tacere.

 

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Scritti sulla lingua PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Domenica 26 Dicembre 2010 12:31

Dialettologia e minoranze linguistiche

La Grecìa salentina

La Costituzione della Repubblica italiana, dopo aver affermato nell'art. 3 che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale senza distinzione di lingua, recita all'art. 6: "La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche". Si intende per minoranza linguistica l'insieme di persone che in uno Stato si differenzia dalla maggioranza per la lingua e, rispetto al territorio, perché occupa un'area in cui si parla tradizionalmente da secoli una lingua diversa da quella italiana, oppure un dialetto che non è considerato italiano. In Puglia vi sono tre isole linguistiche: Faeto e Celle di S. Vito in provincia di Foggia fondate dagli Arpinati (parola formata da tre radici preindoeuropee: har = pietra; pre = sotto; tan = abitante), montanari che sono emigrati dalle valli alpine nei primi secoli dopo il Mille e parlano ancora il dialetto franco-provenzale, Casalvecchio di Puglia e Chieuti sempre in provincia di Foggia, di ceppo albanese, e la Grecìa, un gruppo di nove comuni di lingua greca nella regione salentina (Calimera, Castrigniano, Corigliano d'Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino).

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Linea d'orizzonte: elzeviri e meditazioni 1 PDF Stampa E-mail
Letteratura
Venerdì 24 Dicembre 2010 12:59

Lo tsunami e la ginestra di Leopardi

 

Corpi lucenti su cartoline da eden e corpi sfigurati e straziati, sabbie con palmizi da pubblicità dell'altrove e cumuli di macerie tra fanghiglia e detriti. Le seconde immagini divorano le prime. Il disastro cancella ogni esotismo, annulla il prima della tragedia, ne mostra l'effimera consistenza. Il maremoto va al di là della sua area di impatto, scivola tremendo nelle regioni dell'Europa, nei suoi miti d'evasione, nel suo altrove formato pacchetto turistico. Ma il disastro si abbatte con maggiore ferocia sulla povertà e sulla miseria delle popolazioni locali, su paesi privi di ogni difesa, di ogni allarme, lontani anche da quel poco che la scienza ha potuto costruire quanto a sistemi di previsione. Appare, in una concentrazione spazio-temporale, e in maniera fortemente intensiva, quella distruzione dei viventi che la storia degli uomini persegue da sempre con le guerre e in modo assiduo, instancabile, violentissimo. Se il disastro provocato dalla natura, dalla sua attività ed energia, è per così dire dispiegato alla vista e ai pensieri degli uomini, tutto esposto nella sua violenta e rapidissima crudeltà, il disastro delle guerre è reso opaco e in certo senso anestetizzato dalle pretese giustificazioni, dalle strategie, dalle esibite ragioni politiche, dal fatto che è diffuso in uno spazio geografico estesissimo, dall'abitudine alla notizia, dallo stesso nascondimento delle immagini: può anche accadere l'assurdo, com'è spesso accaduto, che cioè la guerra-distruzione sistematica degli esseri viventi e della stessa natura- possa essere ritenuta necessaria.

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Tùtici poisie (in dialetto di Parabita) PDF Stampa E-mail
Poesia salentina
Venerdì 24 Dicembre 2010 09:18

A lla ’mpete

 

Cci bbulia ‘bbegnu cu ttie

a lla ’mpete

a mmenzu ‘e stelle

quandu ‘a luna

se ‘nfàccia ripa ripa a llu pansieri

ogne ssira

rricamata su’ llu core

 

A lla ’mpete

 

‘ncaddarati te culori e

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