A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
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Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
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Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
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Ricordo di Ennio Bonea PDF Stampa E-mail
Necrologi e Ricordi
Mercoledì 31 Agosto 2011 08:28

[col titolo "Ho cercato altri cieli" di Ennio Bonea in Ritratti salentini e gallipolini, I poeti dell'"Uomo e il Mare", Gallipoli, 2008, pp. 54-56]

 

Ennio Bonea se ne è andato a cercare “altri cieli”, si è voltato su un fianco, quietamente, al dolce rotolare d’una lama di maretta, e ha detto “amen”. Si è spento all’alba del 12 dicembre 2006 , in un clima natalizio vieto, tutto vetrine torroni e panettoni, in una Lecce “globalizzata”, capricciosa, fatua e indifferente, nulla a che vedere con la sua Lecce, che aveva conosciuto e amato come sua patria d’elezione, in cui si era immerso come un palombaro, negli odori di altri inverni fuggitivi, con le arance, i fichi secchi, il timo e il rosmarino, e le piramidi di noci, le geometrie colorate dei giardini di limoni e mandarini,  in quel fresco umidore delle corti, in quel senso di cielo e di libertà che sono proprie della sua gente, la gente della Magna Grecia, pur negli spazi dolorosi della miseria e del disincanto. Al “vecchio”  professore universitario, e grande umanista, era stato  appena conferito il premio “Il Sallentino”  “per la sua coerente, lunga e prestigiosa carriera di critico letterario, caratterizzata dal forte radicamento identitario della cultura salentina”, e mai motivazione fu più azzeccata. Nel Salento, nella sua storia e nei suoi misteri, Bonea vi si era come arrotolato, avvoltolato, avviluppato, oserei dire intrappolato, aveva scoperto il segreto interno della rosa del Sud, Lecce, città di miele, città gentile dal meraviglioso labbro chiuso, metà romana e metà arabo-bizantina, che sa parlare solo a chi sa ascoltare, nelle sue chiese, nei vicoli, negli archi e nei fornici, nelle mura antiche, aveva spaziato nella luce, tra i dadi di calci viva e le spiagge d’oro, dietro i muretti bruciati da un’estate senza scampo, tra gli uliveti scialbati dalle brode del libeccio, rasciugati dalla solitudine, aveva lì sognato un avvenire pieno di speranze, col suo cuore grande e generoso, sempre severo, coerente, irto, spinoso anche, e pur dolce come il fico d’india.

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