Il dono della comunità: l’Università Popolare Stampa
Rassegna stampa
Martedì 07 Settembre 2010 12:40

I cittadini  di Galatina rilanciano l’Università Popolare “Aldo Vallone”

[Pubblicato ne  “Il filo di aracne”, a. IV, n. 5, novembre/dicembre 2009, pp. 20-21]

 

“Comunità è sempre una cosa buona”, scrive Zygmunt Bauman. Che cosa vuol dire questa frase così semplice eppure così profonda? Secondo me vuol dire che stare insieme è un bene, serve per farci stare bene. Naturalmente, ognuno di noi può scegliersi la comunità che preferisce (sicché il brav’uomo andrà con il brav’uomo, il malfattore andrà con il malfattore). La comunità, come l’amicizia, è un fatto elettivo. L’amico si sceglie, perché lo si sente affine a se stessi, si condivide con lui qualcosa. E dal poco o dal molto che si condivide dipende l’intensità e il grado dell’amicizia. Bastano due amici perché ci sia amicizia, ma per fare una comunità occorre che molte persone si incontrino e parlino tra loro, scambiandosi la parola.

 

Comunità deriva dal lat. communis (cum + munus), e richiama l’idea del dono (munus) che va messo in comune e scambiato (cum) tra coloro che fanno parte di una comunità. Oggi viviamo un vuoto di comunità, dovuto alle condizioni di vita regolate dal sistema capitalistico avanzato e fondate sull’individualismo esasperato, che la politica ha ampliato, negando la propria originaria vocazione comunitaria. Pertanto, è facile accorgersi che oggi la forma più diffusa di comunità sono i comitati d’affari, bene o mal dissimulati.  In realtà, il vuoto comunitario è colmabile soltanto frequentando i luoghi dove è possibile lo scambio della parola, dei gesti, dello sguardo, al di fuori di ogni logica utilitaristica, i luoghi dove ci si ritrovi fisicamente a contatto, gomito a gomito, dentro uno spazio animato dai discorsi più vari, che riguardino la nostra vita.

 

 

Ecco perché ho accolto con grande favore la proposta, rivoltami da alcuni amici, di collaborare alla realizzazione del programma annuale dell’Associazione Università Popolare “Aldo Vallone” che, come si sa, opera a Galatina dal 1992, per merito e per il fattivo interessamento di Zeffirino Rizzelli e di Pietro Giannini.  A me pare che le attività svolte da questa associazione costituiscano una delle poche realtà, senza la quale la nostra città sarebbe defraudata di un importante luogo di elaborazione culturale e, dunque, perfino della possibilità di definirsi una comunità. E che oggi noi tutti corriamo un simile pericolo, basta uno sguardo alla politica locale per averne contezza. Ma su questo è meglio stendere il proverbiale velo pietoso.

Ho avuto modo di seguire le lezioni dell’Università galatinese già al tempo di Zeffirino Rizzelli, quando l’aula del Palazzo della Cultura era gremita di gente anziana, incuriosita dalle parole dei relatori e accolta sempre con grande affabilità dal Presidente Rizzelli. Ebbene, già allora mi sono sempre chiesto: perché destinare quelle lezioni così interessanti solo alla cosiddetta Terza Età, perché non aprirle a tutte le fasce di età, senza preclusioni di sorta? E poi, ancora, perché non invitare il mondo della scuola, gli studenti e gli insegnanti, che avrebbero trovato in quelle lezioni un’occasione di approfondimento e di aggiornamento? Probabilmente ci si era mossi anche in questa direzione, ma le resistenze erano state molte, forse troppe e alla fine vincenti. Che sia anche oggi la stessa cosa? Verificheremo!

Così, accogliendo l’invito degli amici dell’Associazione, mi sono prefisso il preciso intento di operare in una dimensione comunitaria a 360 gradi, favorendo la frequenza delle lezioni di tutti coloro che mi riuscirà di contattare. E’ certo, infatti, che non si smette mai di imparare e che tutte le età della vita debbano essere coinvolte in un processo continuo di educazione permanente. Non solo: ritengo che sia anche importante cercare forme di collaborazione con altre associazioni presenti in città, che nell’Università Popolare potranno trovare un luogo di espressione della propria vocazione: il Circolo Athena con il suo bimestrale “Il filo di Aracne” di Rino Duma, il quindicinale “Il Galatino” di Rossano Marra, la Fondazione “Popoli e Costituzioni Salento” di Tony Tundo, i Dialoghi di Noha e l’ “Osservatore Nohano” di Antonio Mellone e Marcello D’Acquarica, il sito galatina.blogolandia.it di Raimondio Rodia, per citare solo alcune associazione e gruppi culturali che già collaborano con l’Università Popolare, e che qui vivamente ringrazio.

Un ringraziamento particolare va al direttore del portale informatico di Galatina, Galatina2000.com, Tommaso Moscara, che, con rara sensibilità rispetto ai fatti culturali della nostra città, assicura a chi sia impossibilitato a frequentare le lezioni ed abbia un computer, di seguirle sul canale Inondazione tv, dove va costituendo un Archivio delle lezioni. E’ una gran bella cosa, che impedirà la dispersione dei materiali di studio, e favorirà la loro conservazione e migliore fruizione da parte di un più largo pubblico, anche extracittadino.

Scrivo queste righe dopo i primi incontri avvenuti nel mese di novembre 2009. Credo che le persone, intervenute numerose, abbiano ben compreso quale nuovo corso si voglia dare a questa Università. In qualche misura, si aspettavano tutto questo, e il consenso manifestatomi da più parti me lo conferma. Davanti allo sfacelo della politica, la voglia di stare insieme, di fare comunità, rimane saldamente come volontà di non arrendersi all’esistente.

Per finire, ringrazio la Dirigente Scolastica, dott.ssa Anna Antonica, che ha messo a disposizione dell’Università Popolare l’Aula Magna del 1° Circolo Didattico da lei diretto, dimostrando un’apertura mentale e una disponibilità verso questo tipo di attività che non sempre trova l’eguale nelle Istituzioni scolastiche, sempre troppo attente a sopravvivere all’incalzare quotidiano della burocrazia ministeriale. Ed è, dunque, a queste Istituzioni che va rivolto un appello perché collaborino con l’Università Popolare, in una logica di vera (e non strumentale) apertura al territorio, alle sue esigenze di incontro e di scambio culturale. A questo fine, tutte le Scuole di Galatina sono state invitate a presentare alla città, in una lezione a loro dedicata, quello che esse reputano il loro miglior progetto. Così pure sono invitati gli studenti a frequentare l’Università Popolare, perché essa offre loro, attraverso l’incontro con numerosi professori dell’Università di Lecce (e non solo) delle più varie discipline, preziose occasioni di orientamento universitario, che spesso la scuola non riesce a dare. Inoltre l’Associazione rilascerà, al termine delle lezioni, una certificazione della frequenza, spendibile come credito formativo a fine anno scolastico.

Ma l’invito alla frequenza è rivolto all’intera città e ai paesi vicini, a tutti indistintamente. Venite numerosi, dunque, e frequentate le lezioni dell’Università Popolare di Galatina, perché Bauman, in definitiva, ha proprio ragione: “Comunità è sempre una cosa buona”!