La mania erotica e la scienza moderna Stampa
Storia e Cultura Antica
Lunedì 07 Febbraio 2011 14:41

Negli ultimi tempi alcuni servizi giornalistici e televisivi (1) hanno dato conto di ricerche scientifiche condotte sui meccanismi neurofisiologici e biochimici dell’amore, il quale, argomento sinora esclusivo di letterati e filosofi, è diventato oggetto di attente indagini da parte degli scienziati, in particolare di medici e psicologi.

Sul piano neurofisiologico due neurobiologi dell’University College di Londra hanno dimostrato che l’amore ha effetti evidenti sul cervello, di cui stimola quattro diverse regioni: una di esse è la stessa che “reagisce agli stati di euforia indotti da sostanze stupefacenti come la cocaina. Insomma, l’amore intossica” (2). Inoltre la passione amorosa riduce in modo significativo l’attività di una quinta area, collocata nella corteccia  prefrontale destra, che è normalmente iperattiva nei pazienti depressi: dal che la deduzione, fatta dall’articolista, che l’amore combatte la malinconia. Rispetto a queste reazioni non vi sono differenza significative tra uomini e donne: ciò dimostra che “l’amore, almeno a livello cerebrale, si manifesta senza distinzione di sesso” (3).

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