Cronache di resistenza Stampa
Poesia
Venerdì 26 Luglio 2013 20:02

 

Seduto su un cesso

mi concentro

è il posto

dove

la mia poetica

trova alimento.

Penso alle

nefandezze umane

che ormai non

trovo più nemmeno

strane.

Mi chiedo a cosa

porterà

questa mea,

se non ad una

scarica di diarrea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Impantanato

 

Terreno spugnoso

intriso di fango

impantanato

indietro non si torna

non riesco

avanti

a guardare

penso solo

a ciò che fa male.

La testa pesante

non cammino

mi trascino...

Oltre la punta

dei miei piedi

il mio sguardo

non sa andare.

Futuro

progetti

né nuovi

né vecchi

sogni maledetti.

Terreno spugnoso

intriso di fango

impantanato

il guado

non attraversato.

 

 

 

 

 

 

 

ESIMO…


Tornano gli operai

guerreggianti

tornano

nelle bare

luccicanti

funerali di stato

ci sono tutti quanti

vescovi

ministri

presidenti.

Tu

lavoravi

e nessuno lo sapeva

fino a quando

l'impalcatura

non crollava.

Sei morto

nessuno ti ha

cagato

sei diventato un

....esimo

e poi dimenticato.

 

 

 

 

NOTTE 2

 

Notte dura

mi assale la paura,

ritmo ribelle

il cuore

non sta più nella pelle,

forse è una notte

di stelle,

forse la morte

del mio animo ribelle,

oppure il tempo

che mi espelle.

 

 

 

 

 

 

 

prototipo

 

 

Ti sembrerò

un marziano

perché mi vedi

un po’ strano

ti sembrerò un po'

demente

perché non vesto

decentemente

forse anche un po’

deficiente

perché

non riesci

a leggere

nella mia mente

ma sono

solo

un po’

distante

dal prototipo

corrente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fatalità

 

Lentamente muore

l’interesse sociale

la volontà di cambiare

 

la rassegnazione

ha preso il sopravvento

 

si accettano le crisi

senza spiegazioni

le restrizioni

senza documentazioni

 

aumentano le prostrazioni

ma anche le missioni

dimenticate e non servite

con il costo di tante vite…

 

reazione inesistente

da parte della gente

accettazione della realtà

come fatalità

 

morte di una società