Iuvenilia 3 Marine Stampa
Poesia
Martedì 28 Dicembre 2010 09:00
Sulla duna

 

Spande profumo di resina e pino

il crepitio del fuoco. Stanotte

non è tempo di resistere.

In basso la battigia non ha tregua,

dall'incavo della rupe rari uccelli

notturni svolazzano tra i pini,

e le stelle continuano a tacere.

 

 

Attizza il vento la fiamma

e nel rogo ogni cosa si confonde:

le onde sono alti lembi di fiamma,

rami di pino gli uccelli, le stelle

faville che si perdono nel buio.

 

Domani ricoprirà col piede

le ceneri il bagnante d'agosto.

Traccia non rimarrà della tua notte.

 

 

 

Sulla riva

 

Siamo come l'orma che cancella

l'onda che si ripete sulla rena.

 

***

Un verso sul bagnasciuga,

riverso -stavo per dire-,

lo sciacquio d’un’onda lo ravvolge

nella baia gallipolina.

 

***

La cicala non cessa di frinire alle tue spalle,

beve il carrubo la brezza marina.

Nessuno sa dove porti la nave

che passa puntuale all’orizzonte.

Sei sulla riva del mare

come sul limitare della vita.

 

 

 

 

Santa Maria al Bagno

 

Svegliarsi al mattino

sotto il cielo più terso dell'estate...!

Tra cielo e terra è l'orizzonte

spezzato dal volo dei gabbiani.

 

Al di là si bagnano ancora

cavalli sudati e popolani urlanti

giunti dalla campagna infuocata:

dall’alto li guarda la villa del padrone.

 

Dalla notte giungono pescatori

assonnati, stanchi,

sopra cilestri paranze

- aprono larghe scie bianche -

per vendere il pesce sul molo.

 

La luce del mattino spande

fino al mare -oltre il volo dei gabbiani-

uno strato di smalto rosa,

e dietro si nascondono le ombre.

 

 

 

 

Leuca

 

Chi si ricorderà di te,

bianca Leuca, quando,

invano aspettati, i pescatori

non torneranno sulle loro paranze

-aprivano lunghe scie bianche-

al tuo molo, e svanirà

tra un sordo frinir di cicale

dal terrazzo della villa antica

la matrona biancovestita

-come una vecchia fotografia-

all'ombra del suo ombrello?

 

***

 

Sul terrazzo è apparsa la dama biancovestita

all'ombra del suo ombrello.

Io non vedo che lei sull'azzurro

del mare, mentre passa in rassegna

le colonnine tornite della balaustra.

Poi, segni neri

-i neri gabbiani dei giorni di sole-

che volteggiano alti nel cielo.