Lorenzo Tundo recensisce la conferenza del dott. Luca Benvenga Stampa
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Scritto da Beatrice Stasi   
Domenica 25 Febbraio 2018 22:54

Venerdì 23 febbraio il progetto di Alternanza Scuola-Lavoro avviato col Liceo Scientifico A. Vallone di Galatina è finalmente diventato operativo. Abbiamo così accolto Alberto Maria Pinca (classe IV A) e Lorenzo Tundo (classe IV B) che, sulla base degli accordi presi, hanno assistito alla conferenza del dott. Luca Benvenga aiutandoci da un punto di vista tecnico a registrarla per poi, in un secondo momento, caricarla su questo sito e stilando una breve recensione che permettesse a presenti e assenti di apprendere o ricordare i contenuti principali della brillante relazione proposta. Ringraziamo dunque tanto Alberto Maria Pinca, che ci ha supportato sul piano tecnico, quanto Lorenzo Tundo che firma la prima recensione che siamo particolarmente lieti di pubblicare:

LORENZO TUNDO

Il giorno venerdì 23 febbraio 2018 abbiamo ospitato presso il palazzo della cultura di Galatina il dottor Luca Benvenga, sociologo del Centro Internazionale di Studi e Documentazione per la Cultura Giovanile, ISDC, dell’Università di Trieste. L’argomento trattato è stato l’analisi effettuata presso il Centre for Contemporary Cultural Studies (CCCS) di Birmingham sui giovani della classe operaia nel periodo storico compreso tra il 1800 e il 1900 fino a toccare, nel corso della conferenza, anche i primi anni del 2000. In particolare, il dottor Benvenga si è soffermato sui rapporti di potere che vi erano tra le organizzazioni governative allora presenti e i giovani che si riunivano in bande per mostrare il loro dissenso, fenomeno che si collega ai processi di soggettivazione in quanto l’appartenenza a un gruppo permetteva ai giovani di avere una sensazione di autogratificazione negata all’interno della famiglia, nella scuola e nel lavoro. Soprattutto in Inghilterra si è assistito a un forte aumento di queste gang che presentavano alcune analogie, come la forte presenza territoriale e sessuale (vi erano infatti molto spesso manifestazioni di machismo e superiorità fisica). Benvenga ha anche sottolineato come gli atteggiamenti manifestati attraverso un determinato modo di vestire, o la preferenza per un certo genere musicale, o anche i mezzi di trasporto utilizzati dai giovani siano elementi utili a identificare i vari raggruppamenti creatisi tra il XIX e il XX secolo, come ad esempio la sottocultura degli skinhead, nata negli anni ’60, composta da giovani proletari che indossavano degli scarponi da lavoro e gli anfibi Dr. Martens (utilizzati anche attualmente dai giovani) e si rasavano i capelli per mostrare l’appartenenza a un gruppo e la forte opposizione verso la società, e quasi successivamente il Punk, in voga negli anni ’70 in Inghilterra e Stati Uniti, una subcultura che attraverso acconciature e vestiti eccentrici (anche loro indossavano i Dr. Martens) esprimeva il dissenso verso la società consumistica che si era creata nel Dopoguerra con il boom economico. Nel passaggio da una società industriale a una post-industriale assistiamo a un imborghesimento delle classi operaie (sebbene ci fosse una gerarchia in cui l’aristocrazia operaia costituiva il 2% della popolazione). Questo imborghesimento portò anche alla distruzione di alcuni ambienti di ritrovo e centri di maggiore socializzazione come le piazze. Anche i negozietti di quartiere sotto casa lasciarono il posto ai grandi centri commerciali.

Questo e molto altro ci ha presentato il dottor Benvenga, il quale ha saputo coinvolgerci nella sua analisi chiara e precisa, dimostrandosi anche molto disponibile ad eventuali chiarimenti. È stata una bella esperienza e sicuramente molti giovani studenti apprezzerebbero un dibattito nelle loro scuole, in quanto questo argomento è molto più attuale di quanto sembri e può portarli ad una comprensione maggiore del “loro mondo” e anche del loro futuro.

Il giorno venerdì 23 febbraio 2018 abbiamo ospitato presso il palazzo della cultura di Galatina il dottor Luca Benvenga, sociologo del Centro Internazionale di Studi e Documentazione per la Cultura Giovanile, ISDC, dell’Università di Trieste. L’argomento trattato è stato l’analisi effettuata presso il Centre for Contemporary Cultural Studies (CCCS) di Birmingham sui giovani della classe operaia nel periodo storico compreso tra il 1800 e il 1900 fino a toccare, nel corso della conferenza, anche i primi anni del 2000. In particolare, il dottor Benvenga si è soffermato sui rapporti di potere che vi erano tra le organizzazioni governative allora presenti e i giovani che si riunivano in bande per mostrare il loro dissenso, fenomeno che si collega ai processi di soggettivazione in quanto l’appartenenza a un gruppo permetteva ai giovani di avere una sensazione di autogratificazione negata all’interno della famiglia, nella scuola e nel lavoro. Soprattutto in Inghilterra si è assistito a un forte aumento di queste gang che presentavano alcune analogie, come la forte presenza territoriale e sessuale (vi erano infatti molto spesso manifestazioni di machismo e superiorità fisica). Benvenga ha anche sottolineato come gli atteggiamenti manifestati attraverso un determinato modo di vestire, o la preferenza per un certo genere musicale, o anche i mezzi di trasporto utilizzati dai giovani siano elementi utili a identificare i vari raggruppamenti creatisi tra il XIX e il XX secolo, come ad esempio la sottocultura degli skinhead, nata negli anni ’60, composta da giovani proletari che indossavano degli scarponi da lavoro e gli anfibi Dr. Martens (utilizzati anche attualmente dai giovani) e si rasavano i capelli per mostrare l’appartenenza a un gruppo e la forte opposizione verso la società, e quasi successivamente il Punk, in voga negli anni ’70 in Inghilterra e Stati Uniti, una subcultura che attraverso acconciature e vestiti eccentrici (anche loro indossavano i Dr. Martens) esprimeva il dissenso verso la società consumistica che si era creata nel Dopoguerra con il boom economico. Nel passaggio da una società industriale a una post-industriale assistiamo a un imborghesimento delle classi operaie (sebbene ci fosse una gerarchia in cui l’aristocrazia operaia costituiva il 2% della popolazione). Questo imborghesimento portò anche alla distruzione di alcuni ambienti di ritrovo e centri di maggiore socializzazione come le piazze. Anche i negozietti di quartiere sotto casa lasciarono il posto ai grandi centri commerciali.

Questo e molto altro ci ha presentato il dottor Benvenga, il quale ha saputo coinvolgerci nella sua analisi chiara e precisa, dimostrandosi anche molto disponibile ad eventuali chiarimenti. È stata una bella esperienza e sicuramente molti giovani studenti apprezzerebbero un dibattito nelle loro scuole, in quanto questo argomento è molto più attuale di quanto sembri e può portarli ad una comprensione maggiore del “loro mondo” e anche del loro futuro.