“L’ombra della madre”: il nuovo romanzo di Paolo Vincenti 2. Un intrigante romanzo d'autore Stampa
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Lunedì 29 Giugno 2015 16:14

[in www.corrieresalentino.it giugno 2015]

 

“C’è una linea obliqua che attraversa la vita. Una linea che interseca incontri e pensieri, andate e ritorni, aspettative e fallimenti. Su quella linea s’incontrano i destini dei personaggi di questo libro. Il tempo danza con loro al ritmo delle occasioni perse”. (Paolo Vincenti)

Il suddetto romanzo, edito da Kurumuy ed ambientato nel suggestivo scenario di una Lecce misteriosa, accattivante fin dalle prime pagine per la sua scrittura minuziosa e fluida, con i suoi personaggi che sembrano strappati alla realtà odierna si snoda tra ed oltre le righe dello stesso, al ritmo di una particolare sarabanda intrisa di passione, amore ed esoterismo!

Sì, proprio così, perché dalla Professoressa Francesca Colasanti, titolare della cattedra di Storia delle Religioni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Lecce, al Professor Riccardo Valentini, passando poi per tanti altri personaggi che non finiscono mai di stupire il lettore, è tutto un avvicendarsi di colpi di scena.

Il rito a cui s’ispira il romanzo, lo spiega chiaramente lo stesso Paolo Vincenti, versatile scrittore e giornalista salentino, in una nota al libro: “Si fa riferimento al culto antichissimo di Cibele e Attis, che si praticava a Roma durante i primi secoli dell’Impero. Un culto sincretico, orgiastico e salvifico (…) Fra canti languidi, musiche ossessive e danze vertiginose, i fedeli della Magna Mater Cibele e del dio Attis si abbandonavano completamente alla mistica ammaliati dallo splendore e dalla pompa delle feste”.

“Sul palcoscenico meraviglioso della vita, come scrive lo stesso autore, chiamati a recitare ciascuno la propria parte, capita di pensare che si siano mischiati i fogli o che l’autore del soggetto abbia smarrito il copione quando, in momenti di particolare travaglio, ci sembra di essere sbattuti dagli eventi come la navicella di Prospero dalle onde della più furiosa tempesta”.

Eh, già… la scrittura non è mero esercizio letterario, ma è catarsi, lì dove si svela e rivela al lettore attento spingendosi nei più reconditi meandri della mente e dell’animo umano, infatti, se da un lato è fondamentale per lo scrittore essere il più preciso ed esauriente possibile, egli dovrà, allo stesso tempo, evitare quei dettagli personali che non si dimostrano rilevanti per una “reale” descrizione della propria interiorità in tutte le sue trasformazioni, proprio come è nello stile del nostro versatile autore salentino.

Buona lettura e meditazione a tutti, in punta di… suspense!